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Messina, cade elicottero: 4 morti

foto archivioMESSINA. Un elicottero noleggiato dalla “Rent and Fly” di Bari diretto a Salina, una delle isole Eolie, è precitato giovedì mattina a Giammoro, nel messinese.

Nell’incidente sono morti Domenico Messina, 35 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) il pilota; Davide Taranto, 32 anni, imprenditore a capo di una società che gestiva navi per minicrociere alle Eolie; Pippo Adige, 54 anni, di Milazzo (Me) imprenditore che gestiva un parco di automezzi e mini bus da noleggio e che era un esperto elettrauto e spesso si occupava di riparazioni nelle navi di Taranto; Enzo Fricia, 21 anni, di Siracusa, dipendente di Taranto.

I tre stavano raggiungendo Salina perchè dovevano riparare con urgenza un’imbarcazione della Tar.Nav ferma in uno dei porti dell’isola. L’elicottero due minuti dopo essersi alzato in volo da uno spiazzo ha urtato un capannone precipitando e incendiandosi. I corpi delle vittime sono stati completamente carbonizzati.

Il sostituto Michele Martorelli, della procura di Barcellona Pozzo di Gotto, ha aperto un’inchiesta sulle cause dell’incidente, così come l’agenzia nazionale per la sicurezza del volo. Il magistrato ha ascoltato gli investigatori che hanno sentito alcuni dipendenti dell’azienda Nuova Conmetra da dove si è alzato in volo il Robinson R44. L’unica ipotesi che trapela è che forse l’elicottero ha avuto uno sbandamento in fase di elevazione per un peso complessivo eccessivo, e poi l’urto ha provocato la caduta e il conseguente incendio.

Il velivolo sarebbe dovuto atterrare sull’isola di Salina in uno spiazzo che si trova a Malfa vicino alla pista utilizzata dal servizio di emergenza sanitaria del 118. È l’unico eliporto autorizzato. Secondo una norma del 2006, però, i comandanti degli elicotteri, sotto la propria responsabilità, hanno il permesso di atterrare in aeree non soggette a particolari vincoli paesaggistici o di altro genere.

L’elicottero è di una società di leasing ed era stato dato in “noleggio a secco” il 17 luglio 2009 dalla Rent fly a un’azienda di Lino Siclari, dice l’amministratore della Rent fly, Stefano Soglia. Il noleggio a secco – ha spiegato – è quello del nudo apparecchio, senza carburante e pilota. Il contratto di locazione tra Rent fly e la società siciliana ha una durata di due anni. Da quando, nel luglio dell’anno scorso, Domenico Messina venne a Bari a prendere l’elicottero, Soglia ha spiegato di non essersi più occupato del velivolo.

“Non abbiamo mai autorizzato alcuna pista per elicotteri nell’aerea industriale di Giammoro. Non sapevo niente di quest’attività. Ci sono dei poteri forti che controllano la zona industriale in cui la politica non è mai entrata”, dice il sindaco di Pace del Mela (Messina) Giuseppe Sciotto.

Domenico Messina, il pilota, era alla guida del velivolo che nel luglio 2008 ebbe un incidente in volo sempre nella stessa zona. L’elicotterò tranciò i fili dell’alta tensione che, cadendo su una casa colonica, provocarono un incendio. Non ci furono vittime ma il pilota fu indagato per disastro colposo.

A precisare che l’elicottero non era in possesso del Certificato di operatore aereo (Coa) che consente di svolgere attività di volo di tipo commerciale di trasporto pubblico passeggeri,è anchel’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), sottolineando che il velivolo poteva essere impiegato solo per attività di volo di tipo turistico, che non prevedono il trasporto pubblico di passeggeri. In sostanza, dice l’Enac, l’elicottero precipitato, “essendo gestito da un soggetto privato, non certificato né riconosciuto idoneo, può essere impiegato solo per attività di volo di tipo turistico che non prevedono il trasporto pubblico passeggeri”. Al momento “ancora non è accertato il genere di volo, turistico o meno, che l’elicottero stava effettuando”.

Uno dei punti che i magistrati dovranno chiarire è proprio questo: chi gestiva l’elicottero? I passeggeri pagavano per il trasporto? E’ certo che il pilota Domenico Messina portava in giro per suo conto turisti e passeggeri. Eugenio Blasio, un fotografo, dice: “Domenico, tre giorni fa mi aveva proposto di andare a Salina: avrei pagato 400 euro. Volevo fare un regalo a mia moglie portandola con l’elicottero alle Eolie. Ma lei non ha voluto. Il pilota mi aveva detto che a Salina non c’era una piazzola di atterraggio regolamentare e che saremmo atterrati a Vulcano e da lì un gommone ci avrebbe portato sull’altra isola”. Messina aveva trasportato anche giornalisti, cineoperatori, troupe della Rai e percepiva dei pagamenti per il suo lavoro.

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