Italia

I finiani: “Voteremo programma, sul processo breve vedremo”

da sin. Granata e BocchinoROMA. Il primo a replicare al documento di 10 pagine con i punti programmatici del governo approvato dal vertice Pdl e reso noto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è stato il capogruppo finiano alla Camera, Italo Bocchino.

“Per noi non c’è nessun elemento di novità o di sorpresa, anzi, ci sembra un documento lapalissiano per quanto ci riguarda, in quanto facciamo parte di questa maggioranza e intendiamo restarci”. In particolare, Bocchino ci tiene a sottolineare che questi punti “per l’80%, danno ragione alle richieste di Gianfranco Fini, prima alla direzione del partito e poi nell’intervista a Giuliano Ferrara“. E dunque: “Il federalismo senza sgravi fiscali è una richiesta di Fini, la riforma fiscale è un’altra richiesta di Fini, così come il piano per il Sud”.

Per quanto riguarda la giustizia, il tema più caldo, Bocchino ricorda “di esserci impegnati nel programma elettorale”. E quindi “sì alla riforma complessiva della giustizia, e sì anche al ddl sulle intercettazioni”, con l’unica eccezione del processo breve, che non è compreso nel programma. “Lo valuteremo nel merito – assicura il capogruppo Fli – così come abbiamo fatto fino ad ora. Su questo punto non ci siamo impegnati con gli elettori. Certo, se il premier ce lo chiede, ci spiega, ed è chiaro quanti processi potrebbero saltare noi siamo disposti a votarlo. Certo ci potrà essere – ha aggiunto Bocchino – un distinguo in sede di votazione alla Camera. Comunque siamo pronti a confrontarci su questo tema”.

Infine, il quinto punto, quello sulla sicurezza: “Siamo certamente favorevoli al contrasto dell’immigrazione clandestina – dice – ove sia accompagnata dalla capacità di favorire una reale integrazione”. Insomma, conclude l’esponente finiano, “daremo il nostro voto a questo programma, e la fiducia al governo”.

URSO: “BUON INIZIO”.

Il viceministro allo Sviluppo economico ed esponente del gruppo finiano di Futuro e Libertà, Adolfo Urso, ha giudicato la conclusione del vertice del Pdl “un buon inizio per tornare a ragionare di politica e programmi e di cose concrete che servono agli italiani”. Ma è laconico rispetto all’annuncio del premier che non ci sarà trattativa: “Se il documento è buono…”, si è limitato a dire.

I DUBBI DI GRANATA. Più forte la reazione dell’altro finianoFabio Granata: “Non mi sembra siano venute fuori grandi novità – dice – per quanto riguarda il tema della giustizia giusta, sul titolo siamo d’accordo, ma è chiaro che ci sono due elementi sui quali abbiamo sempre espresso forti perplessità, processo breve (soprattutto sulla norma transitoria) e doppio Csm, è chiaro che su questi si dovrà discutere, anche al nostro interno”. Quanto all’affermazione del premier, che ha negato di aver attivato la campagna di stampa contro il presidente Fini, “noi la registriamo come un fatto positivo. Ma siccome è evidente che la campagna contro Fini c’è stata ed è ancora in atto, chiunque l’ha attivata la disattivi”.

BRIGUGLIO: “SUL PROCESSO BREVE VEDREMO”. “Questo documento è la sintesi del programma elettorale del Pdl, fatta eccezione appunto per il processo breve”, dice Carmelo Briguglio di Futuro e Libertà che nel documento programmatico presentato da Berlusconi vede una parte velata di autocritica. “Le cose che fanno parte del programma di governo, me lo sono riletto bene oggi, le voteremo, sul processo breve vedremo”. I dubbi dei finiani, conferma il parlamentare, si concentrano “sulla parte che abbrevia la prescrizione”. In fondo, sostiene Briguglio “finora non siamo riusciti a fare tutto, ci impegneremo maggiormente su questi punti”. E sul documento chiosa: “La montagna ha partorito il topolino”.

CONSOLO: “BERLUSCONI POTEVA SOLIDARIZZARE”.Avrebbe gradito un «gesto di attenzione» verso i finiani Giuseppe Consolo, deputato di Futuro e Libertà e vicepresidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio. “Il presidente del Consiglio avrebbe potuto spendere qualche parola in più esternando il proprio rispetto nei confronti della terza carica dello Stato, vittima di un’ingiusta campagna mediatica”, ha detto. Sul documento, Consolo condivide la posizione di Bocchino, “che ci conferma fedeli al programma elettorale”. E si esprime su un punto in particolare: “Finalmente ripresa dal premier la separazione delle carriere dei magistrati”. Averla focalizzata, per Consolo “è già un’apertura verso la stragrande maggioranza dei cittadini che a suo tempo apprezzarono la modifica del giusto processo di cui all’artcolo 111 della Costituzione”.

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