Italia

Futuro e Libertà: Bocchino e Viespoli i capigruppo

Italo BocchinoPasquale ViespoliROMA. “Vi chiedo di trovare sempre una sintesi unitaria, è una necessità assoluta”, era stata la preghiera di martedì sera di Gianfranco Fini a deputati e senatori, riuniti a cena nella Fondazione FareFuturo.

Una richiesta che sembra essere stata accolta, stando ai numeri che mercoledì, nella riunione del gruppo Futuro e libertà per l’Italia alla Camera, ha eletto capogruppo Italo Bocchino, vice vicario Benedetto Della Vedova e vice Giorgio Conte con 27 voti a favore su 29 presenti (assenti giustificati Tremaglia, Angeli, Divella). Un voto è andato a Silvano Moffa, un deputato ha lasciato la scheda bianca.

Nei giorni scorsi, non erano mancate divisioni (alla Camera c’era chi avrebbe preferito Silvano Moffa o Roberto Menia), alla vigilia della chiara indicazione data martedì sera da Fini sui nuovi organigrammi: oltre alla terna eletta oggi Bocchino-Della Vedova-Conte, Pasquale Viespoli, che ha annunciato le dimissioni da sootosegretario, sarà eletto a settembre capogruppo al Senato. Menia diverrà invece coordinatore nazionale di tutte le iniziative sul territorio nate intorno a Fini; Moffa sarà nominato coordinatore delle attività dei due gruppi.

VIESPOLI SI DIMETTE DA SOTTOSEGRETARIO. ”E’ una scelta legata alla centralità del Parlamento, come luogo della sovranità e della coerenza rispetto al patto con gli elettori”. Lo dice all’Adnkronos il sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli, motivando la scelta di lasciare, a settembre, il ruolo di governo per assumere quello di capogruppo di Futuro e Libertà a palazzo Madama. ”Mi costa molto – spiega il senatore di Benevento, fedelissimo di Fini – lasciare un incarico al quale, tranne l’interruzione del governo Prodi, mi sono dedicato dal 2001 ad oggi con senso di responsabilità e cultura istituzionale”. ”Mi dispiace anche – rimarca Viespoli – perché dopo la collaborazione quinquennale con Maroni, l’esperienza di governo con Maurizio Sacconiè stata molto intrigante, anche sul piano politico e culturale”.

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