Italia

Bossi: “Basta con questa palude, andiamo al voto”

Umberto Bossi MILANO. “Al voto, alle elezioni. Restare in questa palude non è più possibile”. Questa è la soluzione proposta dal ministro Umberto Bossi per uscire dalla crisi.

“Se andiamo al voto ne vedrete delle belle – ha detto il ministro delle Riforme – Perché lo sapete bene che cosa succederà. Il popolo è sovrano e voterà Bossi e Berlusconi. Noi abbiamo i titoli per governare”. Non resta che tornare alle urne, ribadisce il Seantùr che dice il suo no a un governo tecnico. “Varare un governo tecnico come vorrebbe la sinistra è una cosa insensata. E’ solo una scusa. Loro hanno paura e ha paura anche Fini di tornare alle urne”, ha attaccato Bossi che su Fini non ha risparmiato certo parole dolci: “Per quanto stupido possa essere sa che non lo voteranno neppure i suoi”.

E Casini in maggioranza? Bossi ha la risposta pronta: “Per l’amore di Dio. Non diciamo fesserie”.

Al leader leghista, però, non interessa lo scandalo di Montecarlo che sta infiammando la polemica politica e non, degli ultimi giorni: “E’ una cosa che non guardo, non mi interessa. Sarà la gente a giudicare”. Bossi piuttosto ha insistito invece su Fini come uomo politico: “Lo avete visto tutti: ha svenduto il partito a Berlusconi. La Lega pur essendo amica di Berlusconi, che è una brava persona, non avrebbe mai pensato di fare un’operazione del genere. Adesso andiamo al voto e vedremo chi ha ancora i numeri per governare”.

Il Senatùr agita così, ancora una volta, lo spettro delle urne, ma la politica intanto dibatte e si divide su un altro tema caldo: la richiesta di dimissioni del presidente della Camera Fini avanzata in ultimo dal portavoce del Pdl Daniele Capezzone.

Immediata la risposta dei finiani che con Italo Bocchino rilanciano: “Berlusconi nel momento in cui chiede le dimissioni del presidente della Camera rischia di aprire una crisi istituzionale senza precedenti di cui non sappiamo quali possano essere le conseguenze”.Ancora più pesanti, invece, le accuse che FareFuturo pubblica sul suo sito Web definendo il Pdl un partito marcio.

Mette invece la parola fine alla polemica il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: insomma, “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Intanto fa rumore l’editoriale di Famiglia Cristiana che parla di opinione pubblica “disgustata” dalla classe dirigente.

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