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Serie A, 1^ giornata: bene Milan, Juve battuta a Bari, Inter pareggia a Bologna

  Bene il Milan, malissimo la Juve, così così l’Inter che pareggia 0-0 a Bologna.

La prima domenica di campionato ha fornito indicazioni opposte su due delle principali sfidanti dei campioni d’Italia, dopo che la Roma, sabato contro il Cesena, si era fatta fermare in casa sullo 0-0.

BOLOGNA-INTER 0-0. Il Bologna, anche se stordito dal clamoroso esonero di Franco Colomba, ha retto all’urto dell’Inter. I nerazzurri hanno giocato solo un tempo e questo non basta alla squadra di Benitez per centrare la vittoria nel primo “monday night” del campionato. Finisce 0-0 con i nerazzurri che nel primo tempo sonnecchiano e si svegliano soltanto nella ripresa, quando un grande Viviano nega il gol prima a Sneijder e poi a Etòo. Meglio il Bologna nei primi frangenti del match. I rossoblù riescono a tenere l’Inter lontana dalla porta di Viviano e provano a pungere in avanti come al 14′, quando Gimenez sbaglia clamorosamente un gol a porta vuota dopo una sbilenca respinta di Lucio e una maldestra uscita di Julio Cesar. La squadra di Benitez appare lenta e impacciata, con poche e confuse iddee a centrocampo dove Mariga si dà un gran daffare ma con pochi risultati. Sul finale di tempo il match si ravviva con un paio d’occasioni da gol. Prima Gimenez conclude alto dopo aver stoppato un cross di Di Vaio dalla destra, poi Sneijder conclude un contropiede nerazzurro con un destro a girare parato da Viviano. Nella ripresa l’Inter alza un pò il ritmo e sembra intenzionata a spingere di più in avanti. All’11’ gli attaccanti di Benitez costruiscono una delle poche azioni degne di nota del match, ma Sneijder conclude fuori. Il periodo più difficile per il Bologna è intorno al quarto d’ora, quando l’Inter chiude i padroni di casa nella loro metacampo. Benitez gioca la carta Coutinho al posto di Pandev ma il bunker bolognese regge. Poco prima della mezz’ora l’Inter ha una fiammata ma Viviano salva in entrambi i casi la propria porta: prima compie un autentico miracolo su una punizione a girare di Sneijder, poi alza sulla traversa a un tocco ravvicinato di Etòo dopo un cross di Coutinho. Sono gli ultimi colpi di mortaio di un’Inter che alla fine si arrende allo 0-0 nonostante i sei minuti di recupero. Benitez ha riconosciuto che la squadra, soprattutto nel primo tempo, non è stata all’altezza. Il problema è di condizione atletica, secondo lo spagnolo. “Manca un po’ di freschezza fisica”, dice Benitez, che però spera anche in qualche nuovo arrivo. “Ho parlato con il presidente e con Branca (direttore tecnico, ndr), non c’è molto tempo, speriamo di fare qualcosa, sennò a gennaio per avere più equilibrio di squadra”.

MILAN-LECCE 4-0.Sarà stato l’entusiasmo per l’arrivo di Ibrahimovic, seduto in tribuna e presentato ai tifosi nell’intervallo, ma il Milan ha impiegato meno di mezz’ora a chiudere la partita col Lecce. Prima Pato, poi Thiago Silva e di nuovo Pato in 29’ hanno infilato la squadra di Di Canio (se di squadra si può parlare). Non c’è praticamente mai stata partita. Ronaldinho ha regalato palloni e spettacolo (notevole un cross su rabona dopo un dribbling con la mossa dell’elastico), Pato è apparso in ottima forma, Inzaghi entrato nel secondo tempo ha colpito un palo e poi al 45’ della ripresa ha segnato il quarto gol. Insomma, per Allegri un ottimo esordio, e il meglio deve ancora arrivare.

BARI-JUVENTUS 1-0. Doveva essere una Juve nuova e diversa, ma l’esordio in campionato della squadra di Delneri è assomigliato tanto alla stagione scorsa. Ha vinto il Bari 1-0 con gol di Donati, meritando ampiamente il successo, per gioco espresso, occasioni da gol e movimenti complessivi di squadra. Gillet e compagni ripropongono il calcio spettacolare che li aveva portati alla ribalta la passata stagione. La lezione di Ventura è tutta calibrata su tocchi di prima e affondi micidiali degli esterni, con in avanti Barreto e Kutuzov, due interpreti che si intendono alla perfezione. Di contro i bianconeri, ordinati per la prima mezz’ora, hanno sofferto il fraseggio degli avversari dopo un avvio di sufficiente intensità.

Quagliarella dal primo minuto. Dopo il vantaggio del Bari, Del Piero e compagni non hanno mai dato la sensazione di poter mettere i brividi a Gillet e solo nel finale Chiellini ha sprecato un’occasione. La velocità nell’esecuzione degli schemi degli operai biancorossi ha ridimensionato la classe di Del Piero e la potenza di Quagliarella. La Juve resta un cantiere aperto: Marchisio e Melo hanno provato a dettare il ritmo, Pepe e Krasic si sono limitati ad eseguire con dedizione lo spartito di Delneri, ma in avanti sono arrivati pochi rifornimenti. Quagliarella, schierato dopo soli due allenamenti per l’emergenza del reparto (fuori uso Amauri e Iaquinta), al momento è un corpo estraneo, oltre che ben controllato da Andrea Masiello. L’avvio è stato a ritmi alti: prima Barreto ha calciato alto da buona posizione, poi Rossi ha commesso una leggerezza, Krasic ne avrebbe potuto approfittare ma sull’assist per Quagliarella, Andrea Masiello ha chiuso in angolo. Con il passare dei minuti i pugliesi hanno preso possesso del centrocampo (Gazzi, dopo uno scontro con Melo, ha lasciato il posto a Donati) e le geometrie disegnate di prima da Almiron hanno messo a dura prova il filtro avversario e lo sprecone Ghezzal, solo in area, ha sparato su Storari da ottima posizione. Il conto offensivo della Juventus parla chiaro, nonostante alla mezz’ora Delneri abbia mischiato le carte invertendo gli esterni di centrocampo: in un tempo solo un colpo di testa di Bonucci e una percussione deviata in angolo di Melo, dopo un uno-due con Del Piero. Al 43′ il vantaggio del Bari: allungo di Alvarez sulla destra, palla a Donati che ha addormentato Marchisio con una finta di corpo e fulminato Storari con un sinistro nel sette. Nella ripresa il copione della sfida ha esaltato la vocazione contropiedista del Bari, con Barreto, Alvarez e Ghezzal liberi di affondare nella difesa avversaria, dove Bonucci e Chiellini sono stati costretti agli straordinari. L’innesto di Martinez per Krasic avrebbe dovuto immettere energia e potenza sulla fascia sinistra, ma l’uruguaiano dopo un tiro dalla distanza è stato frenato da un infortunio. I cambi Lanzafame per Pepe e Sissoko per Melo non hanno dato i frutti sperati, così il Bari ha potuto senza affanni gestire il vantaggio, sfiorando il raddoppio con Barreto e Ghezzal. Nel finale l’ultimo brivido per i 45miladel San Nicola, ma la girata di testa di Chiellini è finita oltre la traversa.

IL COMMENTO DEI TECNICI.“Abbiano avuto qualche difficoltà ma anche creato. La squadra ha cercato di fare il meglio e ha concesso il giusto. Siamo stati battuti da un eurogol di Donati. Abbiamo cercato di riagguantare il pari fino al 92′ quindi dal punto di vista caratteriale i ragazzi mi sono piaciuti”: questo il primo commento dell’allenatore della Juve Gigi Delneri. Il passo falso in avvio rischia di creare subito una frattura in classifica con i campioni d’Italia: “Mai detto di dover correre dietro all’Inter, noi dobbiamo solo migliorare e riprendere subito la marcia. Siamo solo alla prima giornata”. Da parte sua, Giampiero Ventura afferma: “Credo che che questa sera ci siano più meriti del Bari che demeriti dei bianconeri”.”Abbiamo ripreso dove avevamo lasciato. Ho visto un Bari che aveva voglia di fare e produrre calcio, di divertirsi per divertire. Anche oggi di fronte alla Juventus – ha detto Ventura ai microfoni di Sky Sport – abbiamo creato buone palle gol, con buone giocate ma soprattutto ho visto lo stesso spirito dello scorso anno. Avevo paura di questo, c’era il rischio di un pizzico di presunzione da parte di qualcuno. Ma la risposta è stata abbastanza chiara. Siamo quelli dello scorso anno e abbiamo voglia di fare bene”. Ventura si è soffermato sulla prova positiva del gruppo biancorosso: “Quest’anno ho tanti giocatori sullo stesso livello, chiunque gioca dà un contributo importante, dobbiamo avere l’intelligenza e le capacità di sfruttare le potenzialità di tutti nei momenti giusti”. Infine, un giudizio sulla Juventus: “Oggi i bianconeri hanno sofferto il Bari, forse era un po’ stanca per l’impegno in Coppa anche se siamo all’inizio. Però credo che ci siano più meriti del Bari che demeriti della Juve”.

ROMA-CESENA 0-0.

Il Cesena è riuscito a uscire indenne dalla sfida dell’Olimpico, nel corso della partita che segna il suo ritorno in serie A dopo 19 anni. I padroni di casa hanno sprecato molto e non sono riusciti a concretizzare alcune buone azioni. Poche, invece, le incursioni realmente pericolose dei romagnoli. Molti i brividi sul finale: Totti ci ha provato in tre occasioni (due tiri da lontano e un colpo di testa) poi per poco Bogdani non beffa i padroni di casa anticipando Julio Sergio in uscita. Nei minuti finali è assalto Roma ma il risultato non cambia neanche sull’ultima percussione di Brighi con Antonioli che salva la propria porta.

FIORENTINA-NAPOLI 1-1 – Tante occasioni, buoni ritmi, un paio di espulsioni e già le prime polemiche: Fiorentina-Napoli non ha deluso le attese e si è conclusa sull’1-1 grazie ai gol di Cavani e D’Agostino. A dire il vero la rete realizzata dall’uruguaiano non è certa, visto che il pallone non sembra aver oltrepassato del tutto la linea bianca; la Fiorentina ha comunque avuto il merito di non demoralizzarsi, ha sofferto nel finale della prima frazione quando il Napoli è andato vicino al raddoppio ma nella ripresa ha trovato il pari, meritando ai punti anche qualcosina in più. Il Napoli, reduce dalle fatiche europee, ha comunque meritato il pareggio e Mazzarri può ritenersi soddisfatto: la squadra c’è, anche senza Quagliarella. Il “caso” al 7′: Dossena crossa preciso per Cavani, colpo di testa dell’uruguaiano che picchia sulla traversa e pallone che sbatte nei dintorni della linea. Non sembra gol, ma Gervasoni convalida. La risposta della squadra di Mihajlovic: Aronica salva su Marchionni, Cannavaro usa le maniere forti in area su Gilardino, con l’ex Milan che poi impegna De Sanctis (20′) al termine di un’ottima azione corale. Pericoloso il Napoli in contropiede con Hamsik, ma soprattutto Lavezzi (traversa) e ancora Hamsik (Frey in angolo). Non cambiano gli uomini dopo l’intervallo, ma dagli spogliatoi esce una Fiorentina molto più aggressiva: e che trova subito il pari con D’Agostino, gran sinistro su sponda di Gilardino. Fiorentina pericolosa due volte con Zanetti, quindi con Vargas, mentre l’occasione migliore capita a Gilardino (gran riflesso di De Sanctis). Nel giro di pochi minuti vengono espulsi Vargas (“testatina” a Campagnaro, che comunque esagera) e Blasi (doppia ammonizione): sanzioni forse esagerate e che, unite a diversi cambi, spengono un pò le emozioni nel finale. Fiorentina-Napoli finisce 1-1. Ma come inizio non è male.

PALERMO-CAGLIARI 0-0. Niente reti alla prima del Barbera. Il derby fra Palermo e Cagliari si chiude con un nulla di fatto. Il Palermo ha provato a vincere sicuramente più del Cagliari, soprattutto nella seconda frazione quando ha chiuso gli avversari nella propria metà campo. Il pareggio va certamente bene a Bisoli, all’esordio sulla panchina del Cagliari. Il Palermo non è brillante come in altre occasioni, merito sì dell’atteggiamento del Cagliari, ma anche dell’appannamento di qualche elemento, dei residui del match di giovedì con il Maribor in Europa League e dell’assenza dei precisi suggerimenti di Liverani.

SAMPDORIA-LAZIO 2-0 – Cassano su rigore, poi il morbido tocco di Guberti su uscita sbagliata di Muslera. La Sampdoria ritrova il sorriso e batte con un secco 2-0 una Lazio bella nel primo tempo, fragile e confusa dopo la rete del vantaggio doriano. Sulla partita pesa l’ingenua trattenuta in area di Lichtesteiner ai danni di Dessena. È l’errore che sblocca il match, perché Cassano non sbaglia. Il primo a perdere la testa è Reja che si fa espellere e che poi toglie Zarate per Foggia, due minuti dopo arriva anche il 2-0, lo firma Guberti e questa volta è Muslera a non avere la coscienza pulita: un suo errore permette al centrocampista di segnare con un morbido pallonetto il 2-0. Finisce così: la Samp inizia con il piede giusto, partenza falsa per la Lazio, ma il primo tempo fa ben sperare ed Hernanes è un grande acquisto.

CHIEVO-CATANIA 2-1. Serve un rigore nel finale di partita al Chievo per avere ragione del Catania. Penalty ineccepibile come sembra essere la vittoria della squadra veneta. Il Chievo ha cercato con più voglia i 3 punti, li ha cercati quando la gara sembrava scivolare stancamente nel risultato di parità e l’ostinazione alla fine l’ha ripagato. Le reti della prima frazione sono frutto anche di sviste clamorose delle retroguardie. Sul gol di Moscardelli l’errore in disimpegno tra Alvarez e Silvestre è evidente, così come qualche responsabilità è da attribuire alla difesa del Chievo nell’azione che ha portato al pareggio di Ricchiuti. Marcature troppe larghe e grande libertà a Mascara, bravo nell’assist così come Ricchiuti nella conclusione.

PARMA-BRESCIA 2-0. Giovinco prende per mano il Parma e lo conduce alla vittoria contro il Brescia. Gli emiliani danno spettacolo per un tempo abbondante, firmando il 2-0 con Bojinov e Morrone. È da un’invenzione di Giovinco che, all’11’, nasce il vantaggio emilano: un pallonetto illuminante che il bulgaro spedisce in rete. Raddoppio al 48′: punizione a spiovere di Giovinco, sponda aerea di Lucarelli, difesa lombarda in panne e Morrone manda il match all’intervallo sul 2-0. Nel finale di partita Eder colpisce il palo di testa.

CLASSIFICA. Milan, Parma, Sampdoria, Bari, Chievo, Genoa a 3 punti; Fiorentina, Napoli, Bologna, Inter, Palermo, Roma, Cagliari, Cesena a 1 punto;Catania, Juventus, Udinese, Lazio, Brescia, Lecce a 0 punti. Prossimo turno (domenica 12 settembre): Brescia-Palermo, Cagliari-Roma, Catania-Parma, Cesena-Milan, Genoa-Chievo, Inter-Udinese, Juventus-Sampdoria, Lazio-Bologna, Lecce-Fiorentina, Napoli-Bari.

DAL PROSSIMO TURNO CALCIO ANCHE A PRANZO. Ecco come il tifoso deve organizzare la propria agenda. Orari Standard Sabato: due partite, in anticipo, alle 18 e alle 20.45. Domenica: una partita alle 12.30, sei partite alle 15, una partita in posticipo alle 20.45. Anticipi del venerdì sera: a disposizione delle squadre impegnate in Champions League. Posticipi del lunedì sera (previsti 6-7 durante la stagione): a disposizione delle squadre impgnate in Europa League (che va in campo il giovedì). Sostituirebbe l’anticipo del sabato pomeriggio del sabato alle 18. Turni infrasettimanali – Sono in programma per la 4a giornata di andata (22 settembre 2010), la 11a di andata (10 novembre 2010) e la 4a giornata di ritorno (2 febbraio 2011). Tutte le partite si disputano il mercoledì alle 20.45 , con un posticipo giovedì (sempre alle 20.45) e, ove consentito dal calendario, un anticipo martedì (20.45).

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