Gricignano

Pentiti, Gmc e appalti tra le motivazioni dello scioglimento

Municipio di GricignanoGRICIGNANO. Nella giornata di sabato è stato notificato agli ex amministratori comunali il decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Gricignano per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il provvedimento, firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e datato 2 agosto, segue quello approvato lo scorso 31 luglio dal governo, su proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni, affidando “per la durata di 18 mesi” la gestione del Comune alla commissione straordinaria composta dal prefetto Attilio Visconti, dal viceprefetto Ilaria Tortelli e dal direttore amministrativo-contabile Goliardo Miniati, già insediatasi.

Le motivazioni della decisione del governo (frutto della relazione a firma della commissione d’accesso che ha operato presso l’Ente dal novembre 2009 all’aprile 2010) saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Intanto, in queste ore emergono indiscrezioni sulle ragioni che hanno indotto il governo a rimuovere l’amministrazione guidata da Andrea Lettieri.

LE ACCUSE DEI PENTITI. In primis, viene citata l’indagine che coinvolge direttamente l’ex primo cittadino, che il 22 settembre scorso ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Le accuse nei confronti di Lettieri, tra l’altro ex assessore provinciale ai lavori pubblici, sono scaturite a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Paolo Di Grazia (ex boss di Carinaro) e Michele Orsi (ucciso il primo giugno del 2008 a Casal di Principe). Di Grazia ha parlato di “favori” che avrebbe ricevuto da Lettieri in cambio di voti, in occasione di una campagna elettorale, non ben precisata. Mentre Orsi (che gestiva di fatto la “Flora Ambiente”, braccio operativo della società mista Gmc, occupatasi del servizio di raccolta dal 2003 al 2005) avrebbe riferito di “sponsorizzazioni” da parte del fratello Sergio in occasione di altre non ben precisate campagne elettorali.

GMC E APPALTI. Altra motivazione riguarda “procedure anomale” che si sarebbero verificate per l’aggiudicazione di alcune gare d’appalto, tra cui quella della Gmc e l’altra riguardante il trasporto scolastico. In quest’ultimo caso, la commissione d’accesso avrebbe rilevato influenze della criminalità organizzata locale. In tale contesto, secondo i commissari, sarebbero coinvolti anche alcuni impiegati comunali.

LETTIERI: “CI CONSULTEREMO CON LEGALI PER RICORSO”. All’indomani della notizia dello scioglimento del Consiglio, Lettieri aveva parlato di un eventuale ricorso alla magistratura. Nella giornata di lunedì, alla luce degli ultimi sviluppi, lo ha ribadito: “Stiamo aspettando il rientro dei nostri legali dalle ferie, i quali chiariranno se è il caso di presentare ricorso”. “Nel frattempo, – ha precisato Lettieri – posso assicurare che la nostra amministrazione ha sempre operato nella massima legalità e trasparenza. Ogni qualvolta è giunta l’interdittiva antimafia per determinate ditte, abbiamo sempre revocato gli appalti”. E sull’indagine relativa alle dichiarazioni dei pentiti, che lo riguarda personalmente, ci tiene a sottolineare: “Da tempo, tramite i miei legali, ho presentato le controdeduzioni agli inquirenti, tese a difendere l’operato del sottoscritto da sempre improntato sulla legalità e trasparenza. Sono fiducioso nel lavoro della magistratura”.

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