Esteri

Somalia, assalto di Al Qaeda in un hotel: 60 morti

 MOGADISCIO. È di 30 morti e diverse decine di feriti il bilancio fornito da fonti del governo transitorio somalo dopo l’attacco sferrato dai cosiddetti Shabab contro l’hotel Muna di Mogadiscio. Ma i riballi parlano di 60 vittime, di cui 40 parlamentari.

Lo ha annunciato il vicepremier somalo, Abdel Rahman Ibin, in collegamento telefonico con la tv araba al-Jazeera. L’esponente del governo transitorio somalo si trovava all’interno dell’albergo al momento dell’attacco ed è riuscito a salvarsi. “Abbiamo contato tra le vittime sei deputati oltre a cinque soldati e 21 civili somali uccisi nell’attacco”. Il vicepremier ha inoltre aggiunto che due degli assalitori si sono fatti saltare in aria all’interno dell’hotel.

Secondo quanto riporta la tv satellitare al-Arabiya, tra le vittime ci sarebbero diversi deputati somali, mentre non si precisa se nell’albergo erano presenti anche membri dell’esecutivo. Poco prima fonti dei ribelli islamici avevano annunciato alla tv araba al-Jazeera di aver assaltato l’hotel Muna di Mogadiscio, che dista solo sei chilometri dal palazzo presidenziale, sostenendo di aver ucciso 60 persone tra cui almeno 40 parlamentari ed esponenti del governo transitorio somalo. Al momento sembra che le forze governative abbiano circondato l’hotel all’interno del quale ci sarebbero ancora numerosi miliziani islamici.

La polizia somala ha catturato uno dei tre terroristi. Altri due sono ancora dentro l’albergo, secondo quanto riferisce il ministero dell’Informazione. “Tre uomini travestiti da membri delle truppe del governo hanno assaltato

l’hotel. Uno è stato catturato vivo mentre altri due sono ancora dentro e sono in corso scontri. Dei membri governativi sono stati uccisi, ma non abbiamo ancora accertato il numero dei morti”, ha detto il ministro dell’Informazione Abdirahman Omar Osman. Un portavoce della missione di pace dell’Unione africana in Somalia ha fatto sapere che sono almeno 15 i morti.

“L’attacco compiuto oggi contro l’albergo che ospita i parlamentari somali a Mogadiscio era stato pianificato da tempo”. È quanto ha annunciato una fonte dei Giovani Mujahidin (Shabab), alla tv araba al-Jazeera. Secondo il gruppo armato, considerato vicino ad al-Qaeda, l’attacco compiuto stamane contro l’albergo Muna, che dista pochi chilometri dal palazzo presidenziale somalo, non è legato all’offensiva militare avviata ieri dai ribelli contro le forze governative, ma si tratta di un attentato pianificato da tempo. “Avevamo deciso da molto tempo di attaccare quell’albergo – ha spiegato la fonte – abbiamo quindi stabilito di entrare in azione oggi dopo aver condotto una serie di sopralluoghi e infiltrato delle persone nella zona”.

Testimoni ocualri, citati dalla tv satellitare al-Arabiya, sostengono che durante l’assalto sarebbero entrati in azione diversi kamikaze, e che, prima dell’attacco, gli Shabab avrebbero ucciso le guardie all’ingresso dell’albergo. Inoltre, gli assalitori avrebbero agito indisturbati perché indossavano la divisa dell’Esercito filo overnativo somalo. Dall’interno dell’albergo sono state udite almeno cinque esplosioni. Fonti governative e del contingente africano Amisom sostengono che siano morti 15 deputati nell’attacco, mentre gli Shabab affermano di aver ucciso 60 persone.

Dalla fine del 2009, il governo di transizione somalo (Tfg), controlla solo una piccola parte della capitale, che è invece per buona parte sotto il dominio dei ribelli. I militanti integralisti tengono sotto scacco anche il centro-sud della Somalia, Paese devastato dalla guerra civile dal 1991.

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