Esteri

Scontri armati al confine tra Israele e Libano: 4 morti e feriti

 BEIRUT. Scontri armati tra soldati libanesi e israeliani sono in corso lungo il confine provvisorio tra i due Paesi, nei pressi della località di Adaisse.

Un primo bilancio parla dicinque feriti, tra cui un militare e un civile libanesi, equattro morti nel corso di uno scambio di lanci di razzi e raffiche di armi automatiche. Adaisse è una località libanese a ridosso della Linea Blu di demarcazione con Israele, nel settore centrale del confine.

Dal sud del Libano sono stati lanciati almeno due razzi Katyuscia verso il Nord dello Stato ebraico. I militari israeliani hanno risposto sparando colpi di artiglieria contro una postazione dell’esercito libanese. Il soldato Hassan Nazzal e il civile Ibrahim Abbud, entrambi libanesi, sono rimasti feriti negli scontri. Un portavoce dell’esercito di Beirut ha detto che gli scontri “sono scoppiati dopo che i soldati israeliani hanno tentato di sradicare un albero nella parte libanese. I soldati israeliani hanno iniziato a sparare, l’esercito libanese ha risposto. Una casa ad Adaisse è stata colpita da un razzo lanciato da un tank israeliano”.

Il sud del Libano è dall’autunno 2006 pattugliato da oltre 10mila caschi blu della missione Onu (Unifil), di cui fanno parte circa duemila italiani.

Intanto, Hamas ha negato qualsiasi coinvolgimento nel lancio di razzi che lunedì hanno colpito Eilat, la località costiera israeliana

sul Mar Rosso, e il porto di Aqaba, in Giordania, dove una persona è morta e altre cinque sono rimaste ferite. Al momento, nessun gruppo terroristico ha rivendicato l’attacco. “Israele sa chi ha lanciato quei razzi”, ha detto oggi Salah Al Bardawil, alto esponente del movimento islamico, accusando lo Stato ebraico di voler “cercare scuse per riprendere gli attacchi sulla Striscia di Gaza” e affermando che “noi non c’entriamo niente con il lancio di razzi su Eilat. Noi non vogliamo la guerra”. In un’intervista alla radio dell’esercito israeliano, un generale riservista ha contestato le affermazioni dell’esponente del movimento islamico dicendo che “Hamas è alleato dei Fratelli musulmani e forse della Jihad globale e il loro obiettivo è quello di colpire Israele”.

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