Matese

Castello Matese, iniziativa ambientalistica ad un anno da “Rave della morte”

 CASTELLO MATESE. E’ passato precisamente un anno da quel giorno di ferragosto del 2009 che sarà ricordato da tutte le comunità dell’alto casertano come il giorno del “Rave della Morte”.

Era appunto il giorno di ferragosto di un anno fa quando una marea incontrollata di giovani provenienti da tutto il mondo si erano dati appuntamento in località Pozzacchio del Comune di Castello del Matese per un Rave Party. Durante la manifestazione un ventiseienne N.I., giovane ingegnere di nazionalità israeliana morì dopo aver assunto delle droghe.

Ad un anno di distanza molti sono gli interrogativi che sono rimasti senza risposta come per esempio chi doveva controllare che ciò non avvenisse. Il luogo del Rave fu lasciato in uno stato pietoso, con una situazione igienica precaria. Nel bosco circostante si trovarono abbandonate: lattine, bottiglie di vetro , bottiglie di plastica, siringhe, lacci emostatici, metadone, residui di medicinali, assorbenti interni, carta igienica (usata e non), alberi tagliati (come dimostrano le immagini di repertorio). Per bonificare la zona ci vollero l’intervento di una task force (dipendenti comunali, associazioni volontariato e ambientalistiche) di decine di persone che hanno lavorato per mesi per riportare i luoghi allo stato naturale.

Oggi in quei luoghi un gruppo di giovani di Castello del Matese, per rivalutare questo bellissimo sito di interesse ambientale in pieno Parco Regionale del Matese e per dimostrare che ancora è possibile un mondo diverso, ha organizzato la manifestazione “Felona e Sonora”, una notte e un mattino all’insegna di natura, astronomia e musica organizzata dall’associazione “Petti Pendii”. La bellissima località di Pozzacchio torna alla ribalta dopo un anno preciso dal rave maledetto per un evento che prevede molte attività: escursione nella natura, concerto di un quartetto d’archi in quota, osservazione delle stelle con astrofili e attrezzature adeguate, gioco di ruolo “Lupus in fabula” o come tutti lo conoscete “Licantropi”.

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