Cesa

Mele: “Non c’è coscienza civica ma io resto fedele ai miei ideali”

Anna MeleCESA. L’avvocato Anna Mele, segretario dell’Udc, si ritiene “soddisfatta del risultato ottenuto”, ovvero del “confronto civile”, alla luce del botta e risposta con il coordinamento del Pd.

“Mi compiaccio per l’intervento del Pd in risposta al mio, – afferma la Mele – in quanto il discorso ha avuto carattere politico e non si è ridotto ad un vile attacco personale come è accaduto in precedenza. Si vede che la perseveranza premia. Essendomi stata attribuita la corona di interlocutore politico, pur rappresentando ‘solo me stessa’ (al dire del Pd), vorrei dire qualcosa al riguardo. E’ vero che la sezione dell’Udc di Cesa è poco frequentata ma questo, considerando il punto di partenza e l’ambiente in cui si è costretti ad operare, penso sia normale. Eppure questa situazione che avrebbe abbattuto chiunque per me rappresenta una sfida, non mi spaventa la sconfitta né il fallimento perché il mio intento è quello di dare il mio contributo alla crescita politica del nostro paese. Non è detto che io ci riesca ma ci sto provando, per cui la riflessione del Pd è giusta se spogliata del sarcasmo che la contraddistingue e della sottile vena di derisione che purtroppo annida negli animi degli stolti. D’altronde, quando si vuole operare per il bene comune difficilmente trovi persone disposte a mettersi in gioco, a rischiare di essere oggetto di attacchi personali, a superare i pregiudizi e le discriminazioni, perché si sa è più facile salire sul carro dei vincitori e da lì sventolare la bandiera. La stragrande maggioranza della gente agisce solo in funzione del proprio interesse e quando c’è qualcuno che si sforza, nonostante gli ostacoli e le difficoltà, per l’affermazione del bene comune viene schernito, perché fa paura, viene isolato perché le sue idee sono pericolose, perché si rischia che qualcuno ci creda ed apra gli occhi. Se alla fine della mia passione politica avrò aperto gli occhi anche ad una sola persona, sarò soddisfatta perché quella persona avrà acquisito consapevolezza di sé, del suo voto e della fiducia riposta nei candidati”.

Il Pd, nella sua risposta, ritiene che l’amministrazione guidata dal sindaco Enzo De Angelis non abbia fallito e che gli elettori confermeranno il precedente risultato. Ebbene, la Mele si dichiara “sicura che ciò avverrà”, ma non perché gli elettori sono soddisfatti bensì, ritiene il segretario dello scudocrociato, “perché oggi votare è solo recarsi alle urne per esprimere un voto inconsapevole, interessato e mercenario. Non c’è coscienza civica, nessuno pensa al bene della nostra città, quando si vota si spera solo nella vittoria degli amici, non importa se capaci o meno, tutto a discapito di questo paese, che va sempre più indietro. Del resto, nel nostro paese non conviene farsi nemici, non premia dire la verità, non gratifica la solidarietà e l’impegno sociale disinteressato, ciò che vale è avere sempre un piede in due scarpe”.

“Questa è la verità, – continua Mele – ma io non mi rassegno, non faccio la vittima perché non lo sono, io sono solo diversa, che si badi non significa migliore, forse per alcuni peggiore, ma sicuramente fedele a me stessa, alle mie idee ed ai miei valori. La libertà non ha prezzo e chi l’ha assaporata è restio a cederla o a piegarla a miserevoli giochi di potere”.

Mele conclude con una riflessione sul consiglio del Pd circa le “voci di popolo”: “Vorrei rammentare che una locuzione latina recita ‘vox populi, vox dei’ ovvero ‘voce di popolo, voce di Dio’, che non ha alcuna connotazione né positiva né negativa, se non quella che ognuno di noi nella sua libera coscienza attribuisce ad essa, infatti per me la voce che mi riguarda non è maligna ma oggettiva. Sinceramente nel nostro paese chi avrebbe il coraggio di affiancarmi col rischio di farsi crocifiggere per combattere una guerra che non sia la sua? Il coraggio non è di tutti mentre la pusillanimità abbonda”.

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