Italia

Stragi, Granata: “Governo ostacola verità”. La Russa: “Faccia i nomi”

Fabio Granata e Ignazio La RussaROMA. Si alimenta lo scontro interno al Pdl dopo le dichiarazioni rese dal finiano Fabio Granata, secondo cui pezzi dello Stato e del governo ostacolerebbero l’accertamento della verità sulle stragi di mafia del 1992.

Sabato era statoMaurizio Lupi, deputato proveniente dalle fila di Forza Italia, ad attaccarlo ipotizzandone un deferimento ai probiviri del partito. Ora è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, uno dei coordinatori del Pdl con cui ha condiviso la militanza in An, a prendere di petto il finiano chiedendogli di scusarsi per quelle parole. “O dici nomi, cognomi o almeno dai indizi forti sui pezzi del governo che starebbero ostacolando la lotta alla mafia oppure tu chiedi scusa o lascia il partito”.

La Russa ha parlato da Orvieto ad una convention politica. “Se Granata ha elementi per sostenere che nel governo ci sono persone che ostacolano le indagini sulla mafia – ha detto il ministro – allora sono io che me ne vado dal Pdl, perché me lo imporrebbe la mia storia. Ma deve fornire i nomi, non dico una prova giudiziale ma indizi forti. Altrimenti la sua è, come io penso, una frase da quaquaraquà, pronunciata per finire sui giornali. E allora non servono i probiviri, perché Granata sarebbe incompatibile politicamente per una coabitazione nel Pdl”.

Granata ha replicato a mezzo agenzie di stampa: “Non ho davvero nulla di cui scusarmi. Le verità che ho detto – ha spiegato Granata – sono oggettive e sostenibili in qualsiasi sede, anche in quella (se esiste) dei probiviri del Pdl dove La Russa e gli ex amici di An potranno chiedere con forza la mia espulsione e ribadire la loro fraterna solidarietà a Verdini e Cosentino“.

LE ACCUSE A MANTOVANO. Un altro fronte è quello che vede contrapposto Granata al sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, a sua volta ex di An. Granata aveva detto che tra i “pezzi del governo” a cui fa riferimento “c’è anche Mantovano che da presidente della Commissione per il programma di protezione ai pentiti ha negato la protezione a Spatuzza”. Parole, queste, che non sono piaciute ad esempio al sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Le offese rivolte a Mantovano da Granata sono inaccettabili dal punto di vista umano, istituzionale e politico”. Sia Alemanno sia lo stesso Mantovano chiedono che Gianfranco Fini si esprima in proposito: “E’ necessario che Fini e i suoi prendano nettamente distanze da Granata ed è necessario che, salvo ripensamenti drastici e dell’ultima ora, Granata vada a farsi un altro giro fuori dal nostro ambiente perché siamo stanchi di parlare di illazioni”.

“VERDINI INNOCENTE”. Più tardi La Russa è tornato sulla vicenda intervistato da Sky Tg 24. Ha ribadito l’invito a Granata a fare i nomi e ha espresso la convinzione sull’innocenza di Verdini, come lui coordinatore del Pdl. “Ho parlato con lui, gli ho chiesto di dirmi esattamente come stanno le cose, visto che lavoriamo fianco a fianco nella conduzione del partito. – ha detto La Russa – Mi ha dato la sua parola d’onore, mi ha assicurato di non avere mai svolto attività contro la legge e io ho il diritto e il dovere di credere alla sua onestà”.

“FINI AL POSTO DI SCAJOLA”. La Russa ha poi parlato del rapporto tra i due confondatori del partito, Silvio Berlusconi e Fini, augurandosi il ripristino del clima di collaborazione che ha portato alla nascita del partito unitario. E su Fini, suo ex leader di An, ha detto: “Sono disponibile a spendermi perchè si trovi un accordo tra Fini e Berlusconi. Può, forse, esistere un corridoio molto stretto perchè ritorni il clima che fece nascere il Pdl”. Il ministro fa un’ipotesi, da lui stesso definita “fantascientifica”: “Potrebbero trovarsi d’accordo sul fatto che Fini lasci la presidenza della Camera ed entri nel governo, magari al ministero delle Attività produttive, e poi con un ruolo anche nel partito. La situazione cambierebbe radicalmente. So che è molto difficile ma se si chiudesse anche questo spiraglio avrebbero ragione i pessimisti”.

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