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P3, Mancino: “Cono d’ombra sul Csm”

Nicola MancinoROMA. Il Consiglio superiore della magistratura ha sempre tutelato l’autonomia e l’indipendenza delle toghe. Lo ha sottolineato il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, in apertura del plenum di mercoledì mattina.

“L’interferenza sulla libera attività del magistrato non è mai stata posta in discussione – ha detto – il lavoro della sezione disciplinare dimostra con quanta attenzione ci siamo posti il problema di garantire l’indipendenza e l’autonomia”.

Il numero due di palazzo dei Marescialli, aprendo la riunione, ha riferito pubblicamente ai consiglieri della lettera inviatagli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei giorni scorsi, nella quale il capo dello Stato sottolineava che sarà la prossima consiliatura ad affrontare il tema della questione morale. Il togato del movimento per la giustizia, Ciro Riviezzo, ha voluto dunque sottolineare che in questi giorni sui giornali “si rappresenta una magistratura fatta di faccendieri”, mentre “ci sono tanti magistrati con la schiena dritta che svolgono onestamente il loro lavoro e resistono a qualunque pressione”. Questa osservazione è stata condivisa dal vicepresidente Mancino, il quale ha osservato che “sia nelle situazioni di emergenza, sia nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, il magistrato è parte di un ordine che tocca interessi generali e li risolve nell’interesse dell’ordinamento. L’esperienza di questi 4 anni – ha ricordato Mancino – dimostra la validità di un impianto istituzionale che rende il giudice obbligato ad assumere la legge come guida nell’esercizio della sua attività”.

Intervistato da Sky Tg24 Mancino aveva anche parlato espressamente dell’inchiesta sull’associazione segreta ribattezzata “P3”: “Gli ultimi avvenimenti – ha detto – gettano un cono d’ombra, ma non credo che possano incidere sulla sostanza dell’attività che abbiamo svolto al Csm”. “Peraltro – ha aggiunto – è in corso un’inchiesta da parte della Prima commissione e lo stesso procuratore generale presso la Cassazione avverte la necessità di avviare un procedimento disciplinare. Vediamo cosa succederà”.

Mancino, sempre ai microfoni di Sky, è poi tornato a ribadire la propria autonomia nella scelta di votare a favore di Alfonso Marra per la presidenza della Corte d’Appello di Milano e ha sottolineato di “non aver potuto immaginare che esistesse una loggia P3: non ne conosco la consistenza, non so se esista o no e sarà la magistratura a fare chiarezza su questo punto. Non potevo mai immaginare – dice Mancino a Sky Tg24 – che un geometra (Pasquale Lombardi, ndr) potesse convincermi a votare Marra. Io ho esercitato la mia funzione di elettore in autonomia e indipendenza”. “Tengo inoltre a ricordare – ha aggiunto – che all’epoca in cui il Parlamento ha trattato le conseguenze dell’appartenenza alla P2 io ho fatto dichiarazioni di voto a favore dell’entrata in vigore di una legge che punisse quelli che ne facevano parte”.

Poi l’ex ministro parlato dell’esigenza di affrontare la “questione morale” all’interno del Csm, divenuta impellente dopo la notizia del coinvolgimento di alcuni magistrati nell’inchiesta sulla P3. “Certo va fatta non solo al termine del quadriennio – ha sottolineato – ma anche all’inizio di quello successivo”. Mancino ha spiegato che “se per questione morale intendiamo il complesso delle attività che hanno un rilievo di carattere etico e morale allora la questione va affrontata perchè qui è l’organizzazione stessa che viene messa in discussione”.

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