Italia

Missioni all’estero, governo battuto due volte alla Camera

 ROMA. Il Governo va sotto per due volte alla Camera, e solo dopo un paio d’ore riesce a far approvare il decreto legge sulla proroga delle missioni militari all’estero.

In aula a Montecitorio l’esecutivo è stato battuto due volte di seguito su altrettanti emendamenti presentati dal Pd, sui quali il governo e il relatore avevano dato parere sfavorevole. La maggioranza è stata inoltre battuta sulla richiesta di sospendere l’esame in aula.

Dai tabulati risulta che il primo emendamento dell’opposizione è stato approvato con quattro voti di scarto: 258 voti a favore, 254 contrari; solo due voti di differenza nella votazione sul secondo emendamento: 256 i sì e 254 i no e tre astenuti. Molti banchi vuoti nel gruppo del Pdl con 43 deputati in missione e 32 assenti. La presenza massiccia dei deputati democratici e delle altre forze di opposizione ha determinato il risultato a sorpresa. L’opposizione era presente mediamente al 90 per cento.

Entrambi gli emendamenti su cui il governo è andato sotto si riferiscono all’articolo 3 del decreto di proroga. Il primo (proposto come primo firmatario da Mario Barbi) esclude la natura regolamentare dei decreti per il coordinamento delle missioni. Il secondo (primo firmatario Francesco Tempestini) specifica una competenza in capo a una direzione generale del ministero degli Esteri.

Per Dario Francescani, capogruppo del Pd alla Camera, la maggioranza è ormai in crisi conclamata: “La maggioranza è stata battuta tre volte in aula grazie alla presenza massiccia del Pd e delle opposizioni. È sempre più evidente che riesce a stare insieme solo con i voti di fiducia. E la prossima settimana ci sono tre decreti legge prima delle intercettazioni”.

L’esame del decreto legge di proroga sulle missioni si è comunque concluso con un voto favorevole. E in questo caso il no dell’Italia dei valori, e l’astensione di Pd e Radicali, non è servita a bloccarlo. Tra le innovazioni introdotte a Montecitorio rispetto al testo iniziale, oltre ai due emendamenti del Pd passati contro il parere del governo, l’assegnazione diretta (come già accade per le polizie civili) del contributo Ue ai carabinieri impegnati nella missione Eupm in Bosnia, un fondo di 250mila euro al Comitato Atlantico italiano e un trattamento più favorevole per licenze e congedi per i militari impegnati nelle missioni.

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