Italia

Manovra, si del governo ai tagli “fai da te”

Giulio TremontiROMA. Sì ai tagli, per 4 miliardi nel 2011 e 4,5 a partire dal 2012, alle Regioni ma sarà la Conferenza Stato-Regioni a poter decidere con quali criteri saranno attuati, entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto legge sulla manovra.

La commissione Bilancio ha approvato l’emendamento del relatore che prevede che fra i principi guida vi sia tra l’altro il “rispetto del patto di stabilità interno”. La misura prevede un taglio delle risorse destinate anche alle Province e ai Comuni. L’ok della Commissione arriva quasi alla vigilia dell’esame in Aula del decreto legge sulla manovra: giovedì infatti il testo approderà al Senato, mentre il voto finale è previsto per mercoledì 14 luglio.

L’emendamento del relatore Antonio Azzollini (Pdl) sul patto di stabilità, in sostanza, lascia invariati i tagli per Regioni, Province e Comuni, ma introduce una flessibilità nella ripartizione per le Regioni virtuose. “È stato approvato – ha detto Azzolini – il testo del mio emendamento sul patto di stabilità per Regioni ed enti locali che non modifica i saldi ma dà linee di indirizzo per la ripartizione dei tagli per gli enti virtuosi”.

L’emendamento prevede che i tagli di 8,5 miliardi per le Regioni in due anni restano invariati, ma saranno premiate le Regioni virtuose che rispettano il patto di stabilità interno, che hanno spese per il personale più basse in rapporto alla spesa corrente, che frenano la spesa sanitaria e contrastano le false invalidità. Criteri e modalità dei tagli saranno decisi nella Conferenza Stato-regioni entro 90 giorni dalla conversione in legge della manovra. Anche sindaci (tagli per 3,7 miliardi) e Province (800 milioni) decideranno in Stato-Città.

Intanto,arriva il consiglio del ministro dell’Economia Giulio Tremonti alle regioni sotto forma di un complimento alla regione Toscana che chiude 7 sedi all’estero. Così il ministro – in una nota – suggerisce alle regioni di unificare in un solo ufficio la propria rappresentanza a Bruxelles: “La notizia di agenzia secondo cui la Regione Toscana chiudesette Uffici regionali esteri indica senso di responsabilità e dimostra la possibilità di avanzare sulla linea del rigore di bilancio, perché, avendo come unica interfaccia l’Unione Europea, le Regioni italiane non si unificano a Bruxelles, concentrandosi tutte in un solo ufficio a sua volta unico?”.

Ma se sulle regioni i tagli restano invariati, sulle pensioni di invalidità il relatore alla manovra fa marcia indietro. Azzollini (Pdl) ha infatti spiegato che sarà cancellata dal testo la norma sulle invalidità, spiegando quindi che la soglia per gli assegni di invalidità, salita con la manovra all’85%, tornerà al 74 per cento. Fish e Fand, le federazioni delle principali associazioni di disabili, si dicono “molto soddisfatte” dalla retromarcia sull’invalidità annunciata dal relatore della manovra, ma confermano la manifestazione di protesta indetta per domani mattina dinanzi a Montecitorio, alla quale avevano aderito anche i partiti di opposizione e alcuni sindacati come la Cgil e la Cisl. “Aspettiamo che la notizia sia ufficiale – ha spiegato il presidente della Fand, Giovanni Pagano – anche se abbiamo avuto conferme ufficiose del fatto che il comma 1 dell’articolo 10 della manovra (che riguarda appunto i criteri per l’assegno di invalidità, ndr) è stato effettivamente stralciato. E poi non sappiamo come va a finire sull’altra questione aperta, quella dei requisiti per l’indennità di accompagnamento”. Se però entrambe le richieste dei disabili verranno davvero accolte, “vorrà dire che la manifestazione si trasformerà in una festa”.

Dal testo della manovra, come ha spiegato il relatore Azzollini, sarà completamente eliminata la norma che alzava la soglia di invalidità per poter percepire l’assegno. Nulla di fatto, quindi, anche per l’emendamento dello stesso relatore che lasciava invariato l’innalzamento della soglia all’85% ma escludeva le patologie più gravi, come la cecità, la perdita totale del linguaggio, il sordomutismo, le cardiopatie e le paresi.

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