Italia

I medici scioperano contro la manovra del governo

 ROMA. Camici bianchi in sciopero dalla mezzanotte contro la manovra economica del governo e i tagli alla sanità. Uno stop di 24 ore interesserà medici, veterinari, sanitari e amministrativi.

Previsto un sit-in a Montecitorio a mezzogiorno. Sospesi 40 mila interventi e migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. Saranno comunque garantite le urgenze. E mentre anche i medici pronunciano con forza il loro no al provvedimento economico, il governo non cede e blinda il testo, alla vigilia dell’iter alla Camera ma annuncia di essere pronto a un “patto con le Regioni” per stabilire “modalità e contenuti” dei tagli. I sindacati che rappresentato i medici si scusano con i cittadini: “Scusate per i disagi” ma è in gioco “il bene prezioso della sanità pubblica”, ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici.

Intanto, è botta e risposta a distanza tra Governo e opposizione. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ribadito che “non si prevede blocco del turn over nelle Regioni con i conti a posto e si pensa ai contratti a tempo per valorizzare il merito”. I ricambi del personale verranno congelati, ha assicurato, “solo nelle quattro Regioni in profondo rosso”. La manovra, ha sottolineato poi il ministro “non ha toccato la sanità. Non ha previsto ticket e neppure tagli. Piuttosto si deve cercare di azzerare gli sprechi dove ancora esistono« anche perchè »dove si spende di più, l’assistenza è peggiore”.

Dal canto suo, Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, ha detto di trovare “davvero superficiale la posizione del ministro della Salute che ha liquidato le conseguenze della manovra economica sull’efficienza del Sistema sanitario nazionale con un giro di parole. Non si tratta affatto di lotta agli sprechi ma di veri e propri tagli che indeboliranno i nostri ospedali e i servizi vitali che essi rendono ai cittadini. Per questo domani mi unirò allo sciopero dei medici”. Di fatto, secondo Marino “per ogni cinque medici che andranno in pensione sarà possibile assumerne solo uno e questo produrrà un impatto molto negativo sui servizi e sull’assistenza”.

Sul fronte sindacale “la nostra protesta – ha spiegato domenica il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici, Cozza – è per difendere chi crede nella sanità pubblica e chi quotidianamente opera in condizioni sempre più disagiate negli ospedali e nei servizi territoriali per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini” e “domani ci vogliamo far sentire, con il primo sciopero nazionale unitario da quando è in carica il governo Berlusconi”. “La carenza di 30mila medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso – hanno sottolineato i sindacati delle professionalità del Ssn – si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri”.

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