Italia

Giornalisti in piazza contro il ddl intercettazioni

Il manifesto dell'evento del 1 luglioROMA. Dalle 17 alle 22 di giovedì si terrà in piazza Navona, a Roma, la manifestazione contro il ddl intercettazioni, definito “la legge bavaglio”, che sarà seguita in diretta da SkyTg24 e Rainews.

“No al silenzio di Stato”,lo slogan scelto dall’Unione nazionale cronisti per invitare “tutti a piazza Navona in difesa della liberta”. Sul palco di piazza Navona, ci saranno giornalisti, attori esponenti di associazioni varie e tanti artisti, insieme ad esponenti politici come Bersani e Di Pietro.

Prima dello scioperto nazionale in programma il 9 luglio, quando taceranno radio e tv e i giornali non saranno in edicola, la Federazione nazionale della stampa vuole lanciare l’allarme su un ddl che, stando a un sondaggio diffuso mercoledì dalla Demopolis, non piace a due italiani su tre. Dalla ricerca, autocondotta su un campione significativo di 1800 persone, i contrari sono il 67 per cento, nel timore soprattutto che ci possano essere problemi per le indagini.

Nella conferenza stampa di presentazione, Franco Siddi, presidente della Fnsi, Roberto Natale, segretario, ed Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, hanno sottolineato: “La libertà di informazione è un bene pubblico irrinunciabile e per questo la lotta e le iniziative incessanti contro il ddl Alfano sono riusciti a rendere compatti i giornalisti e hanno radunato attorno a loro le associazioni e i cittadini che vogliono difendere la Costituzione”.

Ma la battaglia non si ferma qui. Roberto Natale annuncia:”Abbiamo presentato delle proposte di modifica ma se dovesse diventare legge ci sarà disobbedienza civile e professionale. Faremo quello che l’anno scorso i medici avevano fatto di fronte alla legge che voleva impedire loro di curare gli immigrati privi di permesso di soggiorno. Non la rispetteremo perché è una legge che impedisce di dare notizie di interesse pubblico, non pettegolezzi. Ricorreremo anche alla Corte europea di diritti umani di Strasburgo. Siamo certissimi che ci daranno ragione”.

Int. Roberto Natale (pres. Fnsi)

Mercoledì la protesta è stata preceduta da alcuni appuntamenti del Popolo viola al Gianicolo dove hanno imbavagliato i busti di marmo e a piazza Argentina dove si sono presentati con pentole e padelle.

L’iniziativa nazionale di giovedì sarà accompagnata da manifestazioni simili in tutta Italia contro le norme contenute nel ddl che, secondo la Fnsi, contrastano con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, “rendendo il giornalista vittima di norme ingiuste e da disapplicare”. Per Siddi la calendarizzazione del ddl alla Camera è un “atto di forza”. “Inizia da qui – ha spiegato il presidente della federazione – la resistenza civile che proseguirà fino alle estreme conseguenze, con la creazione di strumenti e canali per spezzare il silenzio di Stato se la legge sarà approvata”.

Accanto alla stampa si schierala magistratura associata. In una lettera il presidente del’Anm Luca Palamara ha espresso sostegno alla Fnsi: “Questa riforma – scrive Palamara – limita drasticamente la possibilità per le forze dell’ordine e per la magistratura di individuare gli autori di reati di particolare allarme sociale e pregiudica in modo inaccettabile il diritto dei cittadini di essere informati su fatti di interesse pubblico. Il nostro impegno sarà quello di proseguire, insieme con i giornalisti, nella tutela di tali valori, irrinunciabili in una democrazia”.

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