Italia

Fini: “La politica sia intransigente con chi ha scarsa etica”

Gianfranco Fini ROMA. La questione morale esiste e la politica, a riguardo, deve essere intransigente. Una convinzione di cui Gianfranco Fini non fa mistero, ma che anzi esplicita nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio alla Camera.

“Bisogna essere drastici – ha detto il leader di Montecitorio – nel ribadire che se vogliamo che la politica sia in sintonia con la società, nei confronti di comportamenti che sono scarsamente in sintonia con l’etica pubblica e con il rispetto delle regole del vivere civile, la politica deve essere intransigente”. “La contrapposizione tra garantismo e legalità – ha aggiunto – non ha motivo di esistere. Se è vero che uno non è colpevole fino a quando la sua sentenza non è passata in giudicato non si può giustificare ciò che giustificabile non è”. Per il presidente della Camera, inoltre, “l’etica del comportamento pubblico è una precondizione per non far perdere la fiducia nella politica da parte della società civile”.

INTERCETTAZIONI. Alla cerimonia del Ventaglio, Fini è anche tornato sulla questione, assai spinosa, delle intercettazioni, alla luce del recente dietrofront dell’esecutivo. Una svolta che dimostra, a detta del leader della Camera, che “quando il Parlamento discute in modo aspro ma approfondito è capace di correggere impostazioni iniziali che si rilevano inadeguate”. Per Fini, dunque, è stato giusto rivendicare la centralità del Parlamento. “Lo dico in modo felpato – ha chiarito il numero uno di Montecitorio -, ma gli emendamenti di maggioranza e governo in commissione Giustizia profondamente innovativi hanno segnato una pagina importante non solo per chi crede nella centralità del Parlamento ma anche sull’intento di correggere impostazioni”.

“SI LAVORA ANCHE LA PRIMA SETTIMANA DI AGOSTO”. Ai giornalisti che gli chiedevano un parere sulle parole del Guardasigilli Angelino Alfano, secondo il quale il ddl intercettazioni sarà approvato entro l’estate, Fini ha risposto che “l’estate finisce il 21 settembre…”. “Prevedo che si lavori la prima settimana di agosto e non lo considero un fatto stravagante, non mi scandalizza” ha aggiunto il presidente della Camera. Fini ha spiegato quindi che “all’inizio della prossima settimana ci sarà la capigruppo, il 29 la discussione generale sulle intercettazioni, poi se c’è una pregiudiziale si vota e se è respinta si passa all’esame degli articoli”. “Visto che il 31 è sabato – ha proseguito – si andrà a lunedì 2 e martedì 3 agosto. Poi ci sono due decreti che arrivano dal Senato e che scadono a settembre. La mia previsione, quindi, è che si lavori la prima settimana di agosto. Chi ha detto che il 31 luglio si debba andare in ferie? È ridicolo. Non siamo la Fiat e non succede più nemmeno lì”.

“FIDUCIOSO SULLE RIFORME”. Quanto alle riforme, il presidente della Camera si è detto fiducioso. “Auspico la ripresa del dibattito e che si arrivi a farle” ha spiegato Fini. “Mi auguro che il tema delle riforme torni in agenda da settembre, anche se è al momento difficile sperare che riparta uno spirito costituente” ha chiarito il leader di Montecitorio, riferendosi alla situazione determinata dalla mancata elezione dei membri laici del Csm. “Sarebbe davvero una dimostrazione di scarsa responsabilità e uno scarso esempio di democrazia – ha aggiunto a riguardo il presidente della Camera – se non si fosse capaci di eleggere entro il 31 luglio gli otto membri laici del Csm”.

“BERLUSCONI?NO COMMENT”. No comment del presidente della Camera sui suoi rapporti con il premier Silvio Berlusconi. Nel lungo discorso ai giornalisti della Stampa Parlamentare, Fini ha scelto di tenere fuori la politica “militante”. Così alla domanda sul “difficile momento” che vive il rapporto con l’altro cofondatore del Pdl, il primo inquilino di Montecitorio ha detto: “Se c’è la facoltà di non rispondere, allora mi avvalgo…”.

UNITÀ ITALIA. Durante la cerimonia a Montecitorio, infine, Fini ha anche affrontato il tema dei festeggiamenti per il 150 anni dell’Unità d’Italia, annunciando che il 17 marzo del 2011 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlerà nell’Aula di Montecitorio davanti ai deputati e senatori riuniti. Quello del capo dello Stato “sarà una sorta di messaggio alla nazione”, ha spiegato Fini, ribadendo la convinzione che le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia saranno una occasione per “riflettere sui valori dell’identità e sulla coesione nazionale”. Il 21 marzo poi, in collaborazione, con il teatro dell’Opera di Roma si svolgerà, sempre nell’Aula di Montecitorio, un concerto diretto dal maestro Muti.

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