Cesa

Di Santo : “Salviamo l’Unione dei Comuni Atellani”

Eugenio Di SantoCESA. “Un ennesimo flop che mette seriamente in discussione il senso e la funzione dell’Unione dei Comuni di Atella”.

Parole di Eugenio Di Santo, sindaco di Sant’Arpino, pronunciate appena dopo il nuovo rinvio per mancanza di numero legale della seduta del consiglio in cui siedono i rappresentanti dei sei comuni atellani (Sant’Arpino, Succivo, Orta di Atella, Gricignano di Aversa, Cesa, Frattaminore).

“Sono rammaricato – prosegue il sindaco Di Santo – perché nonostante gli sforzi del presidente in carica, il collega sindaco di Orta Angelo Brancaccio, le sedute convocate per approvare il bilancio e di conseguenza per rilanciare l’attività dell’Unione di Atella sono state a più riprese disertate. In questo modo si rischia seriamente di far naufragare questo organismo sovracomunale che invece può avere una funzione importante per i nostri Comuni. Del resto la sua costituzione rispondeva proprio ad un bisogno forte del territorio che sebbene diviso in più municipalità presenta non poche tematiche e problematiche in comune. Di qui la necessità di fondare una istituzione sovracomunale in grado di poter elaborare politiche condivise e quindi dare risposte univoche ai problemi comuni. Sin dalla sua costituzione, con l’allora presidente il sindaco Giuseppe Dell’Aversana, l’Unione ha dato subito prova di questi importanti potenziali con un’azione dinamica e incisiva. Negli ultimi anni però si è assistito ad un immobilismo preoccupante reso ancor più allarmante da un crescendo di disaffezione che via via i rappresentanti dei comuni dell’Unione stanno mostrando con assenze continue ai tavoli che a più riprese sono stati convocati. Il Comune di Sant’Arpino intende in tutti i modi far proseguire questa importante esperienza istituzionale, politica e culturale, qual è appunto l’Unione ma se i colleghi degli altri comuni non credono più in questa istituzione è giusto che lo si dica a chiare lettere stoppando questo stato di agonia in cui l’Unione è stata purtroppo relegata. Se non si vuole ciò, è arrivato il momento che tutt’insieme ci adoperiamo per un rilancio concreto di questo organismo che tenta, in primis, di restituire all’area atellana quel primato culturale che la storia alcuni millenni orsono le ha attribuito”.

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