Caserta

Silvia Aprile sposa “abusiva” alla Reggia di Caserta

Silvia AprileCASERTA. L’ultima moda in fatto di matrimoni è festeggiarli nelle cornici monumentali scambiate per parchi divertimenti.

Gli ultimi casi riguardano la Reggia di Caserta e il complesso monumentale Belvedere di San Leucio. Nel caso della Reggia vanvitelliana protagonista è la cantante Silvia Aprile,nota al pubblico dopo la partecipazione alle manifestazioni musicali di Sanremo e X Factor, che ne aveva richiesto l’utilizzo per la promozione del disco. E invece la bella Silvia si unisce in matrimonio con il compagno Davide nello splendido scenario del Giardino Inglese della Reggia, davanti alla fontana di Diana e Attone.

La partecipazione che preannunciava la loro unione non poteva non avere come scenario la stessa architettura vanvitelliana: il cartoncino ritrae gli sposi ai bordi della fontana del giardino. Ma, considerando che parliamo di patrimonio dell’Unesco, come può essere accaduta una cosa del genere? Questo è possibile nel momento in cui si presentano, agli organi competenti al rilascio delle autorizzazioni, dellemotivazioni falsate riguardo l’utilizzo della Reggia. La cantante aveva fatto richiesta per un evento musicale, ossia la promozione del suo disco. L’escamotage è riuscito solo perché non vi erano i funzionari addetti “a controllare la reale corrispondenza dell’evento alla relativa richiesta”. Inutile dire che l’episodio ha mobilitato i sindacati degli addetti ai lavori della Reggia.

 A esprimere indignazione anche la presidente della sezione casertana di Italia Nostra, Maria Carmela Caiola, che chiede di sapere “come sia stato possibile un fatto di tale gravità e che il Palazzo Reale sia tutelato mentre venga eliminato ogni utilizzo improprio”. Prontamente è arrivata la denuncia della responsabile alla soprintendenza, Paola Raffaella David: “Appena rientrerò applicheremo le penali e adiremo le vie legali. È mio dovere- afferma- prendere provvedimenti contro quanti contravvengono le convenzioni e per agire non ho bisogno dell’incipit dei sindacati”. La David ha spiegato infatti che le autorizzazioni e le concessioni bancarie necessarie al rilascio delle autorizzazioni sono state documentate: il problema rimane la scorrettezza dei richiedenti che non hanno rispettato le norme e aggiunge: “Come si poteva prevedere che invece dell’evento musicale autorizzato si svolgesse un matrimonio? Una cosa analoga è avvenuta lo scorso 5 luglio quando la Cassa edile chiese di effettuare una visita del parco con le navette per lasciarlo subito dopo. Invece, abbiamo saputo che si svolto un buffet pirata, ovvero assolutamente abusivo”.

Anche in questo caso sono stati presi provvedimenti, che saranno riproposti nel momento in cui si andranno a valutare le colpe di un analogo episodio ai danni del complesso monumentale del Belvedere di San Leucio.Pure qui galeotto fu l’unione in matrimonio di due novelli sposi che avevano richiesto, pagando un compenso di 500 euro, di potersi unire con rito civile. E fin qui nulla di strano, come commenta il dirigente comunale, Marcello Iovino, che a proposito ha detto: “Tutto regolare. E’ già capitato. Chi sceglie di unirsi con rito civile spesso opta per il Belvedere, invece che per l’asettica e meno suggestiva sala del municipio. Né più né meno che sposarsi in una delle delegazioni comunali. E, poi, – aggiunge – gli sposi che vengono al Belvedere, per i pochi minuti della cerimonia civile, pagano 500 euro, così come stabilito da una regolare delibera comunale”. Nella circostanza l’irregolarità sarebbe presentata dal banchetto abusivo, organizzato per festeggiare l’unione degli sposi. Ma prontamente Iovino smentisce: “Non ci risulta. Forse, si è scambiato per ricevimento qualche vassoio di pasticcini e il brindisi frugale che concludono il rapido matrimonio civile”. Buffet o semplici pasticcini, non importa: non è possibile usurpare un patrimonio architettonico tutelato e salvaguardato dall’Unesco per soddisfare un semplice capriccio di novelli sposi.

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