Caserta

Assenti 13 membri della maggioranza, rinviato Consiglio provinciale

 CASERTA. Dopo il consiglio provinciale di venerdì scorso chiesto dall’opposizione consiliare per affrontare la questione rifiuti ed il consequenziale aumento della Tarsu, nella mattinata di lunedì 19 luglio si è conclusa la seduta con all’ordine del giorno ‘Linee programmatiche’ e ‘Commissioni consiliari’.

I lavori del Consiglio si sono svolti regolarmente per quanto attiene alle Commissioni. Diverso il discorso inerente le linee programmatiche. Il capogruppo del Pd Giuseppe Stellato ha presentato eccezione sul numero legale. A Stellato si sono associati Brancaccio, Sglavo e Piscitelli dal momento che in Aula si è registrata l’assenza di ben 13 membri della maggioranza.

La seduta del Consiglio è stata inevitabilmente rinviata a lunedì 26 luglio, alle ore 10.30, in prima convocazione, e martedì 27 luglio alle ore 10.30 in seconda convocazione.

“Ogni volta tocchiamo con mano il vuoto assoluto che si registra in Aula – spiega Stellato – è da tempo che denunciamo la lotta intestina alla maggioranza che continua a paralizzare l’attività amministrativa”.

“Evidentemente doveva essere un consiglio speciale per il presidente Zinzi, visto che ha sfoggiato un vestitino nuovo elegantissimo e che si è preso la briga di chiamare persino il fotografo personale. Purtroppo per lui, non sono questi gli accorgimenti che gli permettono di poter amministrare con autorità un ente complesso come l’amministrazione provinciale”. Commenta così il commissario e consigliere dei Popolari per il Sud Angelo Brancaccio, la mancata celebrazione del consiglio provinciale di questa mattina. “Era evidente sin dalle prime battute che questo era un cartello elettorale e non una maggioranza politica. L’ho detto a Zinzi ancor prima del primo consiglio, ma lui, da buon padroncino di corso Trieste è andato avanti, convinto di poter tenere le fila di tutto, magari solo grazie al suo staff che pare abbia rafforzato con nuove nomine – ha detto Brancaccio – nel momento in cui, però, l’amministrazione si è trovata di fronte al primo vero argomento politico, cioè le linee programmatiche, i nodi sono venuti al pettine con la maggioranza che è venuta meno”.

Brancaccio spiega come nella seduta del consiglio saltata siano emersi tutti i limiti politici di questa maggioranza. “E’ apparsa chiara la difficoltà o, forse, l’incapacità di interlocuzione di Zinzi con il partito di maggioranza relativa – ha spiegato – è emersa la difficoltà di gestire un’assemblea in cui manca una guida politica. Non si spiegherebbe, altrimenti, come mai, in maniera così maldestra si cercava di temporeggiare alla mia richiesta di numero legale. Forse speravano che arrivasse qualcuno all’ultimo momento? Il regolamento è chiaro, c’è un’ora di tempo per poter aprire i lavori dell’assemblea, altri ritardi non sono contemplati. Se a tutto questo ci si aggiunge che, queste enormi difficoltà emergono di fronte ad una minoranza responsabile che non ha mai strumentalizzato le inadempienze del centrodestra schiacciando il piede sull’acceleratore, si capisce di fronte a quale disastro ci troviamo”.

L’esponente del partito di Mastella suggerisce a Zinzi di adottare un provvedimento che il presidente ha già usato in una circostanza. “Dopo quello che è successo in consiglio Zinzi farebbe bene a rassegnare le dimissioni – ha detto – questa volta, però, in maniera irreversibile, in modo da evitare altre brutte figure ad un’intera classe dirigente”.

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