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SeL: “Inceneritore a Giugliano ennesimo disastro. Fabozzi si pronunci”

 GIUGLIANO (Napoli). “Per l’ennesima volta si antepone l’interesse di pochi a quelli della collettività. L’inceneritore a Taverna del Re non serve a nessuno, siamo davanti all’ennesimo tentativo di regalare soldi pubblici ai clienti della politica e a chi lo costruirà.

L’inceneritore a Taverna del Re non serve a nessuno, siamo davanti all’ennesimo tentativo di regalare soldi pubblici ai clienti della politica e a chi lo costruirà. Sel propone la costituzione di un Comitato di vigilanza formato da istituzioni, partiti, associazioni e tecnici onesti, non certo nominati dalla politica, quella che promette le bonifiche e poi dà il colpo finale al nostro territorio”.

Così Pietro di Sarno, coordinatore provinciale di Casertat del partito di Nichi Vendola, in merito alla decisione di costruire un nuovo termovalorizzatore a Giugliano, finalizzato a smaltire i rifiuti di taverna del re. “Chiediamo ai partiti ed alle associazioni casertane di unirsi nella lotta contro l’ennesimo scempio ai confini della nostra provincia – continua l’esponente di Sel – In particolare, chiediamo al consigliere regionale Enrico Fabozzi (ex sindaco di Villa Literno) di pronunciarsi senza tentennamenti su una questione che lo riguarda molto da vicino, visto che una parte di quella discarica ricade proprio sul territorio di Villa Literno. A Taverna del Re, come è ormai accertato, sono depositati rifiuti tal quale e non eco balle, questo è il vero punto; quindi l’incenerimento sarebbe disastroso, ovunque avvenisse, a Giugliano o ad Acerra”.

Il riferimento è all’ipotesi, da più parti ventilata, di differenziare i rifiuti di taverna del re e bruciarli ad Acerra. “L’inceneritore di Acerra,- continua Di Sarno – in quanto a dimensioni, è in grado di soddisfare l’intero fabbisogno campano senza alcuna difficoltà. Sarebbe quindi una soluzione anche per i rifiuti di taverna del re, fatta salva la mala fede di chi fa questa proposta. Sappiamo tutti, infatti, non solo che quei rifiuti sono ormai indifferenziabili, depositati lì da anni ed esposti agli agenti atmosferici, ma anche che esiste un decreto del precedente governo che autorizza a bruciare il “tal quale” ad Acerra. Una commedia all’italiana quindi, che, “a fari spenti”, consentirà di bruciare tutto così com’è”. Le false ecoballe di taverna del re – conclude Di Sarno – sono proprietà e responsabilità della Fibe. La politica la smetta di essere subalterna e pensi invece ad incentivare la raccolta differenziata (ancora al palo) e politiche industriali capaci di ridurre a monte i rifiuti”.

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