Campania

Inchiesta appalti, Maddaloni: “Estraneo alle accuse, non ho firmato alcun atto”

Paolino MaddaloniCASERTA. “Su di lui non c’è alcun elemento che possa sorreggere l’imputazione di turbativa d’asta”. È quanto sostiene l’avvocato Vittorio Giaquinto, che ha assunto la difesa di fiducia del prefetto di FrosinonePaolino Maddaloni, ex commissario straordinario al comune di Caserta, tra gli indagati nell’inchiesta sugli appalti.

“Nell’ordinanza non ci sono prove o elementi che possano far presuppore un benché minimo coinvolgimento del mio assistito in tutta la vicenda. Maddaloni, nella famigerata gara di appalto finita al centro dell’inchiesta, non ha firmato un solo atto, né ha assunto decisioni per cui è facile dedurre la sua totale estraneità all’intera vicenda”.

Sulla questione è intervenuto, poi, con una nota lo stesso Maddaloni, ex candidato sindaco del centrodestra a Caserta nel 2006. “Martedì mattina- ha scritto il prefetto – ho ritenuto di dovermi spontaneamente recare presso la Dda di Napoli per mettermi a disposizione dell’autorità giudiziaria e per essere ascoltato in relazione al presunto reato di turbativa d’asta, appreso dall’Ansa il 12 luglio, che avrei commesso nell’anno 2006 quale sub commissario di Caserta, durante la reggenza del Comune da parte del Commissario straordinario, Prefetto Maria Elena Stasi. Pur senza aver preventivamente concordato un appuntamento sono stato ricevuto dal Procuratore aggiunto della Dda, dottor Federico Cafiero De Raho, e dal sostituto Procuratore, dottor Antonello Ardituro, ai quali ho espresso il mio rammarico per le modalità con le quali ho appreso di essere indagato e per il discredito che sta ricadendo sulla mia persona e che sta derivando anche all’istituzione cui appartengo. Ho lamentato la deplorevole rappresentazione delle notizie sulla stampa che hanno fatto apparire, in secondo piano, i numerosi pregiudicati arrestati in una operazione di ben diversa e ampia portata, rispetto a una vicenda, da ritenere marginale, riguardante il sottoscritto. Il dottor Cafiero De Raho, di fatto, ha condiviso la mia amarezza in ordine alle notizie riportate dalla stampa, assicurandomi peraltro che, nel comunicato ufficiale predisposto dal suo ufficio, non compariva la vicenda della turbativa d’asta nel comune di Caserta e che, in sede di conferenza stampa, a precisa richiesta di alcuni giornalisti, aveva ribadito la posizione marginale della stessa, in relazione al resto dell’inchiesta. Nel merito, ho potuto ripercorrere con i magistrati i singoli punti dell’ordinanza che mi riguardano, facendo rilevare che la specifica vicenda dell’appalto delle centraline, iniziata, peraltro, nel 2003, con la precedente gestione ordinaria del comune di Caserta, andava inserita in un più ampio ambito in quanto si erano tenute diverse riunioni e discussioni, con la partecipazione del segretario comunale, di tutti i dirigenti, nonché dello stesso commissario straordinario, Prefetto Stasi, del sottoscritto e del dottor Iorio, ambedue nella veste di sub Commissari, riunioni tutte finalizzate alla predisposizione del bilancio di previsione che, attese le gravose condizioni economiche-finanziarie del comune di Caserta, richiedeva conseguentemente di procedere a riduzioni e tagli di spese, vendite di beni comunali ed aumenti di tasse. In relazione a tale contesto, inerente la redazione del bilancio comunale, scaturisce la deliberazione, in data 2 marzo 2006, adottata dal Commissario straordinario Prefetto Stasi di annullamento della gara per l’impianto di installazione di centraline per il monitoraggio dell’area per l’importo di 1 milione e 400mila euro con incarico al dirigente competente di ricondurre l’opera nei termini economici del ‘progetto pilota’ approvato dal Comune con deliberazione 225/03. Tale gara si è poi conclusa nel 2008 quando la città di Caserta era ormai passata alla gestione dell’amministrazione ordinaria succeduta, nel giugno 2006, a quella straordinaria. A conclusione del colloquio, nel ringraziare per la disponibilità di ascolto, ho voluto comunque far presente ai magistrati di non aver subito pressione da alcuno sulla vicenda e che nessun atto o deliberazione è stato da me adottato al riguardo. I magistrati si sono dichiarati disponibili a verbalizzare le mie dichiarazioni soggiungendo, peraltro, che, non potendo disporre al momento di tutti gli atti, avrebbero comunque dovuto risentirmi in altra data e quindi, di comune acccordo, è stata individuata per tale incombenza la data di venerdì 16 luglio, alle 11, ai fini di un formale interrogatorio”.

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