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Ercolano, dipendenti Europol in sciopero della fame

 ERCOLANO (Napoli). A distanza di sei mesi dal ritiro licenza all’istituto di vigilanza Europol di Ercolano di via Alessandro Rossi 48, i dipendenti proclamano uno sciopero della fame e della sete davanti ai cancelli di ingresso della Gori in via Trentola 211.

Il motivo dello sciopero, spiegano i lavoratori in una nota, “è la totale indifferenza manifestata da tutti gli organi istituzionali, in particolare le organizzazioni sindacali le quali, con il loro comportamento negli anni precedenti, nonostante le nostre reiterate informative riguardo alla situazione aziendale non ritennero di intervenire per attivare presso la prefettura di Napoli la procedura per un eventuale commissariamento dell’istituto stesso, viste le numerose commesse che ancora erano in essere, garantendo così il mantenimento dei livelli occupazionali. Hanno fatto si che con i loro accordi sindacali prolungassero l’agonia dei dipendenti e che si accumulassero debiti per oltre 10 milioni di euro.

Oggi manifestiamo per la rivendicazione di un diritto acquisito con la nostra esperienza ventennale sui presidi della Gori, società che gestisce il servizio idrico integrato in tutti i comuni vesuviani, nonostante un capitolato di appalto dove all’articolo 20 del suddetto obbliga l’appaltatore ad osservare le disposizioni previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro con particolare attenzione agli articoli 25, 26, 27 del suddetto contratto per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Nonostante l’invio di tutta la documentazione acquisita alle vari sedi sindacali, e alle vari sedi istituzionali, attualmente non ce’stato nessun riscontro oggettivo alle nostre rimostranze.

La Gori, affidando la gara di appalto per il servizio di vigilanza armata all’istituto partenopeo, avrebbe dovuto assicurarsi che la stessa doveva ottemperare al rispetto dell’articolo 20 del capitolato di appalto che loro stessi avevano redatto e sottoscritto. Nonostante tutto, dopo solo pochi mesi, l’istituto di vigilanza partenopea comunicava l’impossibilità di proseguire l’attività di vigilanza abbandonando le postazioni. La Gori, affidando l’incarico all’istituto di vigilanza Cosmopol di Avellino, nemmeno in questo caso si preoccupava di far rispettare il capitolato di appalto.

La Cosmopol, nonostante le nostre rivendicazioni anche a livello legale, non solo non ha dato spiegazioni ma ha proceduto all’assunzione di sole tre unità che operavano sui distretti della Gori, due dei quali già dipendenti dell’istituto security city di Pompei che mai aveva operato sui presidi Gori disattendendo le nostre richieste di assunzioni. Precisiamo che i dipendenti attualmente in servizio presso le postazioni di Ercolano effettuano turni di lavoro superiore alle 10 ore non usufruendo nemmeno dei riposi settimanali.

Pertanto, riteniamo responsabili del nostro disagio sociale ed economico tutti gli organi sopramenzionati. Se nel caso ritenessero opportuno farci morire di fame, saremo disposti a farlo davanti ai loro occhi. Nonostante tutto, riteniamo opportuno, ringraziare tutte le organizzazioni sindacali firmatarie di contratto che si sono manifestate indifferenti dinanzi alle nostre problematiche, se nonché alle autorità comunali, mentre un vero ed accorato ringraziamento lo rivolgiamo a Pasquale Di Maria, segretario generale del Sindacato autonomo della Polizia di Stato, e ad Antonio Ascione, consigliere comunale di Ercolano, che hanno manifestato una costante ed assidua solidarietà circa la nostra situazione.

Continueremo la nostra protesta fino a quando non interverranno le autorità prefettizie per istituire un tavolo istituzionale, per fare luce una volta e per tutte su queste situazioni anomale e paradossali”.

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