Campania

Camorra, Procura smentisce indagine su ufficiale dei carabineri

 NAPOLI. Connivenze con la camorra: è l’ipotesi, secondo quanto riporta oggi il Corriere del Mezzogiorno, formulata dal capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, contenuta in una informativa depositata in Procura che coinvolgerebbe il tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo.

Cagnazzo, che dirige il nucleo investigativo di Castello di Cisterna, si dice ”serenissimo”, mentre il procuratore Giovandomenico Lepore smentisce in maniera netta che l’ufficiale sia iscritto nel registro degli indagati: “E’ una cosa assurda, di questa iscrizione non ne so assolutamente nulla”.

Sempre secondo quanto riferisce il quotidiano, Cagnazzo, proprio in seguito a questa denuncia, sarebbe stato trasferito a Foggia, dove prenderà servizio da settembre. L’ufficiale ha al suo attivo arresti di boss, sequestri di droga della camorra per migliaia di euro, insomma un curriculum degno di nota.

“Non sono neanche arrabbiato per queste accuse di connivenza con la camorra, tanto sono tranquillo – dice il tenente colonnello dell’Arma – La giustizia farà il suo corso, nel bene e nel male. Io, nella lotta contro la camorra, ho vinto. Il mio reparto ha vinto, la giustizia ha vinto. I risultati parlano e parleranno. In giro ci sono tanti millantatori”. Il rapporto con Vittorio Pisani? “E’ un amico che stimo, una stima che non metto in discussione”, risponde. Di questa informativa, che si baserebbe su dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di intercettazioni, Cagnazzo, dice di averne appreso l’esistenza dal giornale. “Mi ha letto l’articolo il mio capo, il comandante del gruppo di Castello di Cisterna il colonnello Antonio Iannece – aggiunge – ripeto, sono in vacanza con mia figlia e sto prendendo un caffè al bar. Insomma sono sereno e queste accuse non mi preoccupano affatto”.

Intanto, in un comunicato ufficiale, la Questura di Napoli sottolinea che “i rapporti tra la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri sono connotati da un clima di intensa e di proficua collaborazione”. “L’assoluta ed armoniosa condivisione degli intenti e delle responsabilità – prosegue la nota – corrisponde sul piano interpersonale a rapporti di amichevole cordialità e forte e sentita stima a tutti i livelli, con grandi benefici nell’efficacia dello sforzo espresso nel contrasto alla criminalità e nella gestione delle mille problematiche di ordine e sicurezza pubblica del territorio. Anche in questo caso, si riscontra quindi la ferma e comune volontà di eliminare ogni ombra e di pervenire alla piena comprensione dei fatti, fornendo tutta la collaborazione dovuta all’Autorità Giudiziaria alla quale sono rimesse le valutazioni di merito”.

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