Campania

Camorra, ecco il “nuovo volto” del boss Michele Zagaria

Michele Zagaria prima e oggiCASERTA. La sezione scientifica della Questura di Napoli ha ricostruito l’identikit delboss dei Casalesi Michele Zagaria, latitante da15 anni.

Rispetto alle pochissime foto segnaletiche finora in circolazione, risalenti agli anni ’90, il boss nella nuova ricostruzione èinvecchiato, dimagrito, con capelli brizzolati e occhiali da vista.

La foto è stata inviata in particolare, oltre che ai posti di polizia di frontiera, alle strutture di cura pubbliche e private di tutta Italia: Zagaria soffre da tempo di patologie epatiche che di recente si sarebbero aggravate, quindi gli inquirenti ipotizzano che possa essere costretto a farsi ricoverare.

52 anni, Zagaria, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus, è nativo di San Cipriano d’Aversa, ma il suo “regno” è la vicina Casapesenna, confinante con la roccaforte Casal di Principe. Insieme all’altro superlatitante Antonio Iovine, alias “‘O Ninno”, è considerato il massimo vertice del potente clan camorristico casertano.I suoi interessi, negli appalti pubblici e non, partono dalla Campania per estendersi fino al Lazio, la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo, la Lombardia e, in particolare, l’Emilia-Romagna.

Nelle ultime dichiarazioni, l’antimafia di Bologna ha dimostrato che chi “comanda” in Emilia Romagna è proprio Zagaria, il quale ha dimostrato di riuscire ad egemonizzare anche il territorio delle ‘ndrine calabresi portando alte quantità di cemento. Infiltrazioni negli appalti pubblici, estorsioni, gestione delle scommesse, riciclaggio in esercizi commerciali di vario genere.

La latitanza di Zagaria sarebbe stata aiutata da una rete di telefonia internazionale. Le varie attività investigative, infatti, non hanno mai portato alla luce intercettazioni telefoniche riguardanti lui perché in suo possesso ci sarebbero schede internazionali come quelle svizzere che sono difficili da identificare e da intercettare. In particolare da un indagine è emerso che il boss fosse in possesso di una serie di sim telefoniche svizzere con le quale si metteva in comunicazione con i suoi fedelissimi e la sua famiglia.

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