Teverola

Residenza a Casamicciola, l’opposizione denuncia il sindaco Lusini

Biagio LusiniTEVEROLA. La notizia era nell’aria già da tempo e l’avevamo anticipata qualche giorno fa su queste colonne. Ora l’opposizione decide di uscire allo scoperto e comunica ufficialmente di aver presentato esposto alla Procura, al Ministero degli Interni e alla Prefettura di Caserta contro il sindaco Biagio Lusini, …

… accusato di aver votato a Teverola alle elezioni comunali del 2010 nonostante fosse residente a Casamicciola Terme (Ischia). In una documentazione di 35 pagine, che Pupia pubblica in anteprima, il gruppo “Patto per Teverola” capeggiato da Gennaro Melillo, antagonista di Lusini nell’ultima tornata elettorale, ripercorre tutta la vicenda che configurerebbe, per il primo cittadino in carica, i reati di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, in concorso con gli Uffici demografici.

Nella denuncia, l’opposizione, in virtù delle ricerche documentali effettuate, riferisce che Lusini, insieme alla moglie, è migrato a Casamicciola il 10 marzo 2008. Tuttavia, non risulta iscritto nelle liste elettorali di quel Comune per mancato invio, allo stesso comune di Casamicciola, del modello 3D da parte degli uffici demografici di Teverola. Il 7 giugno 2009, nel richiedere per smarrimento il duplicato della tessera elettorale, Lusini avrebbe dichiarato falsamente di risiedere ancora a Teverola. Un’azione che sarebbe aggravata dal fatto che Lusini in quel periodo era sindaco in carica, dunque pubblico ufficiale, e presidente della commissione elettorale.

Proprio nel giugno 2009, ricordiamo, si tennero le elezioni comunali, con Lusini ricandidato alla carica di sindaco. Ma la sua coalizione fu ricusata, perché venne riscontrato un eccesso di sottoscrittori della lista dei candidati (4 in più del limite consentito), e partecipò alla competizione la sola lista del Pdl. Fu avviata, da parte di un comitato legato al gruppo Lusini, una campagna per il “non voto”. Il giorno delle elezioni non si raggiunse il quorum di votanti alle urne (50% più uno), e il turno elettorale fu invalidato, con conseguente commissariamento del Comune fino al 28 e 29 marzo 2010, data delle nuove elezioni. Anche in questa occasione, precisamente il 26 marzo 2010, Lusini chiedeva il duplicato, per smarrimento, della tessera elettorale e stavolta nella richiesta scriveva di essere residente a Teverola alla “Via Casamicciola Terme”, strada che però, come accertato dall’opposizione presso l’ufficio tecnico comunale, non esiste in città.

Pertanto, come sottolineano nella denuncia Melillo e company, la condotta illecita di Lusini sarebbe stata compiuta due volte: nel 2009, da sindaco, e nel 2010, da privato cittadino, ovvero in prossimità degli appuntamenti elettorali che lo vedevano candidato, anche se nella prima occasione (2009) non andò a votare nell’ambito della campagna per il “non voto”.

Condotta che coinvolgerebbe anche gli uffici demografici che in due anni non hanno inviato a Casamicciola il cosiddetto modello 3D. Gli stessi uffici che, viene sottolineato nella denuncia, hanno comunicato di aver “smarrito” il registro dei duplicati delle tessere elettorali relativi alla tornata elettorale 2009, senza però aver mai proceduto alla denuncia.

L’epilogo di tutta la vicenda sarebbe stato per Lusini quello di recarsi alle urne nel marzo scorso e votare alle comunali, come risulta dalle liste della prima sezione. L’opposizione, inoltre, ad ulteriore chiarimento, sottolinea che, al massimo, Lusini poteva votare per le regionali, ma non per le provinciali (poiché non residente sul territorio della provincia di Caserta) né tantomeno per le comunali.

Nella stessa denuncia, poi, l’opposizione accusa Lusini di aver messo in atto, all’indomani della sua elezione a sindaco, una vera e propria “ritorsione” nei confronti di impiegati comunali parenti dei consiglieri di minoranza: il comandante dei vigili urbani Sebastiano Picone (fratello del consigliere Nicola), sostituito nell’incarico da un nuovo dirigente; la signora Enza De Chiara (madre del consigliere Menale) sostituita nell’ufficio servizi sociali; il geometra Melillo (fratello dello stesso capogruppo Melillo) rimpiazzato nell’ufficio tecnico; il ragioniere Carlo Barbato, sostituito con un altro dirigente part-time.

Rappresentati dall’avvocato Raffaele Boccagna, i consiglieri di minoranza, dunque, chiedono il sequestro della documentazione elettorale e la sospensione del sindaco dall’incarico.

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