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Recale, sequestro cantiere via Roma. Pdl: “Gravissimo”

Francesco ErricoRECALE. Dopo il sequestro di un cantiere in via Roma, in seguito al quale è stato raggiunto da avviso di garanzia il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, secondo quanto apparso sulla stampa locale, il Popolo della Libertà interviene duramente.

Il coordinatore Francesco Errico (nella foto): “Ormai è nota la dedizione di questa amministrazione per la cementificazione selvaggia; durante l’amministrazione Porfidia abbiamo visto crescere palazzoni come funghi. Una crescita urbanistica che riteniamo scoordinata ed irrispettosa verso un armonioso sviluppo della città. Ogni area verde ed ogni giardino è stato trasformato in palazzo con svariate unità abitative. Nessuno ha posto un freno a tutto questo, nessuno ha dato un ordine ed ha progettato il tutto tenendo presente quello che dovrebbe essere lo sviluppo demografico ed urbanistico della città”.

Sul sequestro interviene il consigliere Tommaso Orballo: “Il sequestro del cantiere in via Roma e le accuse a carico del dirigente del Comune sono gravi. A Recale purtroppo non solo non si rispettano le distanze minime fra fabbricati, basandosi su pareri legali molto arbitrari, ma si procede con una cementificazione selvaggia. E’ giusto che la Procura della Repubblica intervenga ma ci sono anche altre realtà simili che ho già denunciato in consiglio comunale. Anche il fabbricato in via Diaz non rispetta le distanze fra abitazioni ma forse, proprio perché di proprietà di un parente del sindaco, le segnalazioni e le denunce vengono sottaciute in qualche modo. Noi cogliamo l’occasione per ribadire che purtroppo questo clima di illegalità è diffuso e ci aspettiamo una forte risposta da parte della Procura della Repubblica. Sempre su via Diaz insiste una copertura di un locale commerciale di cui abbiamo chiesto spesso tutte le autorizzazioni. Anche in questo caso, essendo il locale di proprietà di congiunti del sindaco, in consiglio comunale abbiamo ricevuto sorrisini beffardi senza mai avere risposte concrete! Sulle illegalità e sugli abusi perpetrati in questi anni a Recale si potrebbe scrivere un libro”.

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