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Salerno, neonato rapito: ritrovato in casa di un’infermiera

Luca CioffiSALERNO. Un neonato è stato rapito nell’ospedale di Nocera Inferiore (Salerno). L’episodio è accaduto intorno alle 14 di lunedì. Dopo circa dieci ore d’angoscia il ritrovamento in casa di una donna, che è stata arrestata.

Il piccolo, Luca Cioffi, era nato stamattina con taglio cesareo. Il padre, Fabio Cioffi, è un sottufficiale dell’esercito in servizio a Caserta, presso la brigata “Garibaldi”, attualmente impegnato in missione in Libano e appositamente rientrato in Italia per la nascita del bambino. Al momento del sequestro si trovava a casa per accudire il primo figlio della coppia, un bimbo di due anni. La madre, Annalisa Fortunato, ragioniera, è di Nocera Inferiore.

Le ricerche si concentravanosuuna donna vestita di bianco, fra i 35 e i 40 anni, alta circa 1.60, capelli castano raccolti dietro, carnagione olivastra, né chiara né scura, occhi chiari di colore marrone, naso piccolo arrotondato, che indossava occhiali da vista, una camicia e un pantalone di infermiere bianchi, scarpe sportive di colore bianco con la scritta Nike di colore rosa sul tallone. A lato l’identikit diffuso dalla polizia.

l'identikit della rapitriceAnnarita BuonocoreIl neonato veniva portato via in una culla dalla donna entrata nella stanza della madre, che in quel momento era in compagnia della cognata. “Signora stia tranquilla, lo porto al nido”, dice la donna, fingendosi infermiera di quell’ospedale, prendendo il bimbo eallontandosi con un ascensore di servizio. In quel momento l’ospedale era affollato per il via vai di familiari e proprio perché scambiata per un’infermiera, l’allarme venivadato con ritardo, solo un paio d’ore dopo quandoi familiari della mamma si accorgevano che qualcosa non andava.

Polizia e carabinieri bloccavano i convogli ferroviari e allestito posti di blocco all’ingressodelle autostradeA3 e A30. Un elicottero scandagliava la zona. Le ricerche si estendevano anche al napoletano e in tre campi rom della zona, ispezionati minuziosamente ma con esito negativo. A nulla serviva la presenza dell’impianto di videosorveglianza in ospedale, disattivato da tempo, cosa che ha creato numerose polemiche.

Dopo appelli televisivi e ansia per la sorte del bambino, la svolta poco dopo mezzanotte: “L’hanno trovato, Luca sta bene”, gridava il padre del bimbo. Luca veniva trovato in casa di Annarita Buonocore, infermiera che lavoraal Cardarelli di Napoli, duranteun blitz della squadra mobile e dello Sco nel suo appartamento al settimo piano di un edificio a Nocera, al civico 10 di via Petrosini. La donna veniva condotta al loca commissariato, insieme alla figlia ventenne, poi rilasciata.E’ separata e vive con le sue due figlie.

Fabio CioffiAconsentire alla polizia di arrivare a lei è stato un medico dell’ospedale Umberto I di Nocera. L’uomo, secondo quando si apprende, conosceva la Bonocore e stava uscendo dall’ospedale quando l’ha incrociata, con un bambino in braccio. Al momento non ha fatto caso alla cosa ma quando è stato diffuso l’identikit della falsa infermiera che aveva rapito un bimbo, l’ha riconosciuta nell’immagine. A quel punto il medico ha immediatamente avvertito la polizia e venti minuti dopo il riconoscimento è scattato il blitz. Nell’appartamento, gli agenti hanno subito immobilizzato la donna e hanno trovato il bambino in un lettino.

“Ha agito da sola in ospedale

la rapitrice del neonato, ma stiamo verificando altre situazioni”, eventuali coinvolgimenti di altre persone,ha detto il questore di Salerno, Vincenzo Roca, giunto in nottata all’ospedale di Nocera Inferiore, subito dopo il ritrovamento. La donna “aveva esperienza in materia sanitaria – ha aggiunto – e questo era chiaro da come si è comportata nella stanza della mamma. Una serie di dettagli ci hanno fatto capire che sapeva muoversi in un reparto maternita”.

Il piccolo Luca è poi tornatoin ospedale, dove all’ingresso del pronto soccorso una folla di amici, parenti, agenti e sanitarilo ha accolto sano e salvo.”Stamattina – ha detto il padre Fabio – ho avuto la gioia di diventare padre per la seconda volta; ora a mezzanotte e un quarto mi sento se avessi avuto un terzo figlio”.

VOLEVA FAR CREDERE DI AVER PARTORITO. Un rapimento per far credere al compagno di aver avuto un figlio da lui. All’inizio la donna ha negato tutto e si è mostrata molto aggressiva con gli inquirenti. Poi ha ceduto di schianto. E a chi l’ha interrogata ha detto che avrebbe voluto restituire alla sua famiglia il neonato già la mattina seguente.

Il movente sarebbe proprio il tentativo di far credere all’uomo che amava (un uomo sposato di Napoli, secondo quanto si è appreso) di aver avuto un figlio da lui. Ha dunque simulato di aver partorito nei giorni scorsi, sostenendo di essere stata in ospedale appunto per il parto. Al suo compagno aveva chiesto proprio lunedì una visita a casa, e allora in mattinata ha rapito il piccolo Luca dalla stanza di sua madre e lo aveva portato a casa sua, spacciandolo per suo figlio. Alle sue figli, la donna avrebbe detto di dover accudire il neonato perchè la madre non era stata bene. Un racconto al quale i suoi familiari avevano creduto.

Annarita era stata incinta davvero. Aveva abortito e non aveva avuto il coraggio di dirlo al padre del bambino. E ha dichiarato agli inquirenti in sede di interrogatorio di aver subito un aborto naturale nei primissimi mesi, ma non aveva informato l’amante. Anche lui è stato sentito, ma è sembrato ignaro di tutto e agli agenti che gli chiedevano chi fosse il piccolo Luca Cioffi ha risposto: “Questo è mio figlio”.

LA MADRE DI LUCA: “LA PERDONO”.“Mi dispiace molto per questa persona, perchè molto probabilmente non sta bene, non la odio, non provo niente. Sì, la perdono”. Sono queste le prime parole di Annalisa Fortunato, la mamma del piccolo Luca che stanotte ha riabbracciato il suo bambino.

Il papà: “Hanno trovato mio figlio”

Luca torna in ospedale

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