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Elisa Claps, la perizia: “Fu colpita 13 volte con una lama”

Elisa ClapsSALERNO. Elisa Claps fu colpita dal suo assassino al torace almeno 13 volte, e riportò almeno 12 ferite da punta e taglio, e almeno una da taglio, “con una lama piccola, appuntita, della lunghezza di almeno 5,5 centimetri”.

E’ quanto emerge dalla perizia medico legale sul cadavere della giovane fatta dal professor Francesco Introna. La perizia a lungo secretata, è stata messa oggi a disposisione delle parti e l’Ansa ne ha presa visione. La morte di Elisa “può farsi risalire al giorno della scomparsa”. Il perito sottolinea anche che gli “effluvi cadaverici” potrebbero essere stati “stemperati” per la “conformazione del luogo”. “Attendibilmente – scrive il perito – fu usato un mezzo monotagliente”. L’assassino della studentessa potentina, inoltre, secondo la perizia della quale l’Ansa ha preso visione, tagliò più di una ciocca di capelli alla sua giovanissima vittima. “Alcune ciocche di capelli – si legge nella perizia – furono tagliate di netto nell’immediatezza della morte”.

“Delle 12 lesioni da punto e taglio – è scritto – nove furono inferte posteriormente e tre anteriormente. Delle nove che attinsero la vittima posteriormente, tre attinsero l’emitorace posteriore sinistro e sei attinsero l’emitorace posteriore destro”. I fendenti che raggiunsero la vittima – si legge – “erano tutti orientati dal dietro in avanti, sia pure con diversa inclinazione”. “Delle tre lesioni anteriori – aggiunge Introna – quella che raggiunse la prima vertebra toracica aveva inclinazione dall’alto in basso, dall’avanti indietro e da destra a sinistra”. L’unica lesione rilevabile da taglio – precisa ancora il perito – “attinse la vittima in corrispondenza delle regioni laterali dell’emitorace destro”. Il medico legale, infine, sottolinea che “per quanto ricercate”, non sono risultate rilevabili lesioni “indicative di una morte, o della messa in opera di tentativi asfittici, per strozzamento e soffocamento”.

ELISA GIUNSE IN VITA NEL SOTTOTETTO. “Elisa Claps giunse in vita nel sottotetto” della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Poi “la salma fu trascinata per i piedi – continua il perito – fatta rotolare lateralmente, fino al sito in cui fu rinvenuta”. Introna sottolinea anche che “la decomposizione avvenne nel sito in cui è stata rinvenuta” la salma stessa.

IPOTESI VIOLENZA SESSUALE. Gli indumenti di Elisa Claps ed alcune lesioni della salma “fanno supporre” che la ragazza sia stata vittima di un’aggressione sessuale. Il perito descrive i pantaloni con la “cerniera aperta”, “abbassati al pari delle mutandine al di sotto dei fianchi”; le mutandine con l’elastico rotto e “il reggiseno rotto anteriormente a livello della giunzione delle coppe”. “Tutto questo lascerebbe supporre – scrive Introna – che l’aggressione mortale possa essere occorsa nel corso di atti sessuali”. Alla stessa conclusione il perito arriva per alcune lesioni della salma: “La localizzazione delle lesioni contusive all’interno della coscia destra e delle mammelle”, e anche in considerazione di come gli indumenti furono rinvenuti sulla salma, potrebbero far supporre una violenza sessuale.

DIFESA: “PERIZIA NON PROVA RESPONSABILITA’ RESTIVO”. Nella perizia consegnata alle parti, “non c’é prova della responsabilità di Danilo Restivo in riferimento al reato contestato”. Lo ha detto all’Ansa l’avvocato Mario Marinelli che ha ricevuto oggi la relazione dell’anatomopatologo Introna. “Quanto affermato dal Procuratore generale di Salerno nella conferenza stampa convocata lo scorso 28 maggio – ha aggiunto Marinelli – ci lascia completamente esterrefatti in ordine alla dedotta sussistenza della prova”. Marinelli, infine, ha detto che fino al pomeriggio di ieri, a Danilo Restivo non era stata ancora notificata, nel carcere inglese dove è detenuto per l’omicidio Barnett, l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Salerno.

LA VICENDA. Elisa Claps scomparve a Potenza la mattina del 12 settembre 1993. Il suo cadavere è stato ritrovato il 13 marzo scorso, dopo 17 anni, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità del capoluogo. La scorsa settimana Danilo Restivo, di 38 anni, è stato raggiunto da un mandato di arresto europeo quale presunto responsabile dell’omicidio della studentessa. Il provvedimento gli è stato notificato in un carcere inglese dove si trova detenuto dal 19 maggio scorso perché sospettato dell’omicidio della sarta inglese Heather Burnett.

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