Esteri

Marea nera, Obama: “E’ il momento delle energie pulite”

Barack ObamaWASHINGTON. “E’ giunto il momento di passare alle energie pulite”. Lo afferma, nel suo discorso solenne allo Studio Ovale, trasmesso in tv nel prime time, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Poco prima del discorso, scienziati federali hanno reso noto che le stime del geyser di greggio che fuoriesce dai fondali del Golfo del Messico sono assai più alte di quanto annunciato solo la scorsa settimana: fino a 60 mila barili di greggio al giorno, pari a una Exxon-Valdez ogni quattro-sei giorni, abbastanza per riempire 22 volte ogni giorno lo Studio Ovale, ha calcolato un blog americano. Obama ha annunciato di aver nominato il segretario alla Marina Ray Mabus “zar del Golfo”: avrà l’incarico di riportare la regione del Golfo del Messico alla sua particolare bellezza e ricchezza.

“La tragedia che ha toccato le nostre coste è un richiamo doloroso e forte per farci capire che è giunto il tempo di adottare le energie pulite per il futuro” e “di lanciare una missione nazionale che liberi le potenzialità dell’innovazione americana prendendo in mano il nostro destino”. “La grande lezione della marea nera”, ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca, è che le perforazioni petrolifere ormai comportano rischi enormi, quale che sia la regolamentazione. “Noi americani – ha ricordato il presidente – consumiamo il 20% del petrolio mondiale ma possediamo appena il 2% delle riserve mondiali”. E questo spiega perché le compagnie petrolifere sono spinte a cercare il petrolio anche a 1500 metri di profondità sotto il mare.

Obama ha poi paragonato la marea nera che deturpa il Golfo del Messico a una “epidemia” che gli Stati Uniti saranno costretti a combattere per mesi e forse per anni. Il presidente americano ha comunque assicurato che gli Stati Uniti “combatteranno l’inquinamento con tutti i mezzi possibili e fin quando sarà necessario” e ha detto che la sua amministrazione “farà pagare alla Bp tutti i danni che questa azienda ha provocato”.

Obama incontrerà nel pomeriggio alla Casa Bianca il presidente Carl-Henric Svanberg. E ha confermato che imporrà alla società petrolifera britannica di costituire un fondo di garanzia per i risarcimenti alle vittime della marea nera di 20 miliardi di dollari su un conto bloccato. Una richiesta alla quale i vertici Bp non hanno ancora dato l’assenso.

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