Esteri

Iran, l’Onda Verde sfida il regime di Ahmadinejad

 TEHERAN. Sale la tensione a Teheran, nel giorno dell’anniversario della contestata rielezione di Mahmoud Ahmadinejad.

Secondo alcuni blog, gruppi di manifestanti si stanno radunando in alcune zone della capitale iraniana e ci sarebbe stato un principio di scontro con le forze di sicurezza nei pressi di via Jomhouri, sotto il ponte di Hafez. “Vicino al centro commerciale Aladdin, una donna anziana ha urlato slogan contro il dittatore e alcune persone si sono unite a lei. Ciò ha provocato l’intervento violento di un gran numero di agenti in tenuta anti-sommossa”, si legge su un blog di attivisti e reporter iraniani.

La notizia non può essere per il momento confermata da fonti indipendenti. In altre zone della città, come in piazza Ferdousi, secondo le agenzie iraniane citate dal blog si stanno formando gruppi di dimostranti, pronti a sfidare il regime di Ahmadinejad, un anno dopo le proteste, represse nel sangue, in cui morirono oltre cento persone. I video pubblicati finora su Youtube non si sono rivelati attendibili: un video in cui si vedevano alcuni dimostranti con le mascherine per le vie di Teheran e’ stato smentito da colui che lo aveva pubblicato, il quale ha spiegato che si trattava di un vecchio filmato. Secondo quanto riferito dai blog e dal tam tam su Twitter, il ponte Hafez, come altre zone nel centro di Teheran, “è sotto assedio”.

Nonostante la decisione dell’opposizione di annullare le manifestazioni anti-governative per il timore di nuove violenze, sono imponenti le misure di sicurezza nella capitale e in altre città. Un anno fa, milioni di persone scesero nelle strade per chiedere democrazia, libertà, rispetto dei diritti umani. La repressione delle forze di sicurezza fu durissima: i morti furono oltre cento, migliaia di persone (secondo Amnesty International oltre 5 mila) furono arrestate e sottoposte nelle carceri a ogni tipo di tortura.

Per evitare che quel tragico capitolo si ripeta di nuovo, i due leader dell’opposizione, Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi, hanno invitato i loro sostenitori a evitare le manifestazioni. Ma secondo la Bbc, i giovani iraniani potrebbero decidere di scendere in piazza comunque E di sfidare, al costo della vita, il regime che ha già minacciato una repressione senza sconti: “Ogni gesto illegale per turbare l’ordine pubblico non sarà tollerato, lo contrasteremo”, ha annunciato il governatore di Teheran, Morteza Tamaddon. La Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e Ahmadinejad continuano ad accusare l’Occidente di aver organizzato le proteste di un anno fa per tentare di rovesciare il regime.

Ma l’Onda Verde, nelle immagini e nei filmati che continuano a girare sul web, era composta da giovani, studenti universitari, celebri rappresentanti della cultura iraniana. I video delle proteste di un anno fa commossero il mondo: le immagini con gli ultimi istanti di vita di Neda, la giovane uccisa dalle milizie filo-governative basiji, arrivarono da Youtube alla Casa Bianca: Barack Obama, che un anno fa si disse “sconvolto” da quello che aveva visto, ora ha chiesto il sostegno del mondo per il popolo iraniano, per coloro che “lottano per la libertà”. “Il coraggio della popolazione iraniana sia un esempio per noi e ci spinga a continuare i nostri sforzi per piegare l’arco della storia nella direzione della giustizia”, ha affermato il presidente americano in una nota.

Le elezioni dell’anno scorso “vanno ricordate per come il governo iraniano soffocò brutalmente il dissenso e uccise innocenti, tra cui una giovane donna lasciata morire in mezzo alla strada”, ha ricordato. Il leader riformista Moussavi ha spiegato sul sito dell’opposizione Rahesabz che ormai il regime ha come unici obiettivi “tappare la bocca al popolo, censurare i media, riempire le prigioni e tenere elezioni come quelle dell’anno scorso” che, per l’opposizione, furono caratterizzate da brogli senza precedenti.

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