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Pd, Stellato: “Con il commissario si rischia ulteriore implosione”

Giuseppe Stellato CASERTA. “Siamo di fronte ad un grosso scollamento tra Partito e territorio. Oggi anche le cariche istituzionali che si arrogano, in qualche modo, il diritto di rappresentare il partito non hanno più il contatto con il territorio, inteso come territorio politicamente vero.

Un territorio dove matura la discussione, dove matura il confronto, dove maturano le iniziative concrete”. Sono le parole del leader dell’opposizione alla Provincia di Caserta Giuseppe Stellato in merito alla situazione interna al Partito democratico che, oggi, vive lo spettro del commissariamento.

“Su quali basi provvediamo al commissariamento? – continua Stellato – Solo perché in questo momento non c’è possibilità di una sintesi, che sia frutto di un accordo necessario, noi andiamo a commissariare il partito? E’ il congresso il luogo all’interno del quale più parti differenziate si confrontano e si accordano per trovare una soluzione. Nulla di contrario, da un punto di vista personale, a chi sarà il commissario nominato. Il problema non è di natura soggettiva bensì di metodo. Così come rappresenta un problema di metodo la scelta del commissariamento e quindi il congelamento della vita democratica all’interno del partito senza che nemmeno sia stato convocato o consultato chi, nel processo di rappresentanza, ha avuto un ruolo di evidenza. Il candidato della provincia di Caserta, da un punto di vista politico, ha avuto la massima evidenza e rappresentanza sia del partito che della coalizione. Oggi non c’è nemmeno il modo per esprimere nei confronti di chi deve commissariare il partito qual è l’opinione di chi ha incarnato il partito alle ultime elezioni, pure per fornire un contributo fattivo nella conoscenza e nell’articolazione del problema”.

“C’è un grosso deficit di natura democratica – continua Stellato – che chiaramente va a stancare le persone, gli iscritti, parte dei simpatizzanti e di coloro che potrebbero diventarlo. Tutto questo perché il meccanismo di esclusione dalla discussione del partito e il tentativo di bloccare la stessa tra quattro o cinque persone, chiaramente si sta dimostrando inadeguata e incapace di radicare il Partito democratico nel territorio. Si tratta però di un fenomeno generale, i leader nazionali, e non solo, dovrebbero prendere coscienza del fatto che, evidentemente, si è sbagliato tutto. L’errore sta nell’impostazione, nel metodo, nel contatto, nel rapporto con le persone e nel rapporto con le istituzioni. Se non si volta pagina, se non si cambia strategia, e questo lo si può fare solo parlando con il territorio e non imponendo le proprie scelte, il Pd sarà destinato ad un’implosione ulteriore. Questo non può che dispiacere soprattutto a chi, nel progetto del Partito democratico, si ostina a credere”.

“Purtroppo – conclude Stellato – è sotto gli occhi di tutti il calo costante di consensi e per invertire la tendenza bisogna cominciare a parlare con i territorio seriamente. Pensare di dirigere dall’esterno con un’apparente democrazia non può far bene al Partito democratico. Ci auguriamo che il commissario che verrà nominato capisca almeno questi aspetti e ne parli con i rappresentanti istituzionali e con i singoli territori”.

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