Napoli Prov.

Camorra, beni per 10 milioni sequestrati a gruppo Setola

Giuseppe SetolaCASAL DI PRINCIPE. I carabinieri del comando provinciale di Caserta e gli uomini della Dia di Napoli hanno operato un sequestro del valore di 10 milioni di euro alla fazione del clan dei Casalesi che faceva riferimento a Giuseppe Setola, arrestato nel gennaio 2009.

Si tratta di in un camping, di un campeggio “International Camping” a Lago Patria, alcuni edifici rurali, una gioielleriae diun ristorante situato a Napoli, “Locanda del Giullare”, situato in via Cappella Vecchia, a pochi passi dalla centralissima zona di piazza dei Martiri, “segnale evidente – come sottolineato dalla Dia – dell’ingerenza del clan dei Casalesi anche in rinomate zone del capoluogo partenopeo”.

L’operazione “Giullare” coinvolge alcuni fiancheggiatori del boss, tra questi, Loran John Perham (detto “Larry”), che lo accompagnò nella sua latitanza e che fu stato arrestato con lui a Mignano Monte Lungo (Caserta), e i fratelli Ferdinando e Luigi Russo.

A Perham, italoamericano, erano intestati il ristorante e il campeggio, da da cui, la mattina dell’11 luglio 2008, un commando capeggiato da Setola partì per assassinare Raffaele Granata, titolare di uno stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano, che anni prima aveva denunciato un tentativo di estorsione.

Racconta il collaboratore di giustizia Oreste Spagnuolo: “La mattina dell’omicidio di Granata, Amatrudi Massimo, Di Raffaele Carlo, Letizia Giovanni, Gagliardi Giuseppe ed io ci recammo presso la masseria di Nando Russo al quale, dopo avergli comunicato quanto deciso da Setola, e cioé di uccidere il titolare del lido la Fiorente, gli chiedemmo di fornirci appoggio nel parcheggio di Lago Patria. Si trattava di un campeggio che noi già conoscevamo”. La struttura, vicinissima allo stabilimento balenare della vittima predestinata, fu concessa: “Gagliardi e Amatrudi si erano allontanati per attendere il proprietario del lido; contemporaneamente Di Raffaele era intento con la sua Punto a controllare che non ci fossero forze dell’ordine nei pressi. Attendemmo la chiamata finché questa non giunse; arrivarono poi Amatrudi e gagliardi: parlammo all’interno di un bungalow che Larry ci fornì e qui Amatrudi e Gagliardi ci dissero che avevano aspettato invano il figlio del titolare del lido, ma che lì c’era solo il padre”.

Anche la “Locanda del Giullare”, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata utilizzata dal gruppo di Setola come luogo d’incontro. Il ristorante, rilevato dall’italo-americano nel 2006, ha infatti funzionato fino a pochi mesi fa.

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