Campania

Napoli, 600 tonnellate di rifiuti in strada: crisi a Scampia

 NAPOLI. Alcune zone ripulite, altre dove i cassonetti sono strapieni ed altre ancora, come il quartiere di Scampia, dove la situazione è ancora più difficile.

E’ questo il quadro aggiornato sul fronte rifiuti a Napoli dove si sentono da alcuni giorni gli effetti della protesta dei dipendenti dell’Asia. L’arretrato da smaltire è diminuito. Mercoledì c’erano in strada 850 tonnellate, giovedì ce ne sono ancora 600. L’obiettivo è quello di azzerare la situazione in un paio di giorni per avere la città pulita tra sabato e domenica.

LA PROTESTA DEL COMITATO. “Mentre in diverse strade del centro di Napoli sta lentamente riprendendo la raccolta dei rifiuti, nella periferia Nord i cittadini stanno vivendo una nuova emergenza igienico-sanitaria, che tutti pensavano lasciata ormai alle spalle”. Lo denuncia Lucio Cialli, responsabile del comitato Salvaperiferie di Napoli. “In diverse strade dei quartieri di Scampia e Secondigliano le montagne di spazzatura – sottolinea – stanno creando seri problemi perfino alla circolazione, e i residenti sono stati costretti a rimuovere i sacchetti con le proprie mani per consentire il passaggio delle auto e dei mezzi pubblici. In queste ore, inoltre, ci stanno giungendo numerose segnalazioni di massicce presenze di blatte rosse e grossi topi, in prossimità dei cumuli e a poco distanza dalle case e dai negozi, e all’interno dei giardinetti pubblici. La gente è nuovamente esasperata e si difende come può, o chiudendosi in casa, o spargendo disinfettante nelle adiacenze delle abitazioni”. Per Cialli “se la situazione dovesse perdurare, c’é il rischio di una vera e propria epidemia, anche in coincidenza con le temperature alte di questi giorni, e nello stesso tempo di seri problemi di ordine pubblico, con rivolte e roghi di cassonetti”.

INCENDIO FUORI PARROCCHIA SECONDIGLIANO. Il comitato segnala anche incendio appiccato durante la notte fuori l’antica parrocchia dei Santissimi Cosma e Damiano, a Secondigliano, “che ha distrutto i contenitori e annerito il muro di cinta e il campanile della chiesa che risale al Cinquecento, e per poco non ha raggiunto le tubature del gas situate in strada, rischiando di provocare serie conseguenze. Chiediamo alle istituzioni di intervenire al più presto, garantendo la regolare raccolta dei rifiuti, per evitare ulteriori problemi, sia sul piano della salute pubblica che su quello della sicurezza”, conclude Cialli.

ROMANO: “PERPLESSITA’ SU SCIOPERO”. “Non c’era bisogno di fare sciopero in quel modo perché non siamo in emergenza”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano in relazione allo sciopero dei dipendenti dell’Asìa che hanno interrotto la raccolta dei rifiuti in città. “Fermo restando il diritto dei lavoratori a difendersi – ha detto Romano, a margine della presentazione del rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente – quando ritengono di essere penalizzati, esprimo forte perplessità su questo sciopero. I lavoratori – ha aggiunto l’assessore – devono comprendere che la criticità finanziaria di tutto il ciclo dei rifiuti si supera solo se ognuno mette un po’ di buona volontà”. Il sistema dei rifiuti campano, secondo quanto riferito dall’esponente di Palazzo Santa Lucia, “reggerà per almeno 24 mesi, il tempo che abbiamo a disposizione per arrivare alla gestione ordinaria”. Raccolta ferma che ha immediatamente avuto una ricaduta sul turismo. “Azioni come quelle fatte nei giorni scorsi – ha proseguito Romano – senza nemmeno l’erogazione del servizio minimo, danneggiano l’immagine della nostra città e della regione soprattutto all’inizio della stagione estiva”. Situazione da non ripetersi, motivo per cui Romano ha affermato di aver già avuto un incontro con i vertici di Asìa e del Consorzio unico “affinché determinate tensioni si stemperino all’interno dei tavoli parlando con le organizzazioni sindacali e convincendo i lavoratori che con la buona volontà supereremo questo momento”.

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