Campania

Abusivismo in Campania, Fini non annulla voto: “E’ tardi”

Gianfranco FiniIl presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha riferito di non poter adottare provvedimenti sulla votazione che ha affossato il decreto sull’abusivismo in Campania.

Il decreto, affossato alla Camera,sospendeva in via temporanea le demolizioni delle case abusive in Campania. “C’erano i presupposti perché il voto sulla pregiudiziale al decreto legge sulle demolizioni fosse ripetuto, ma immediatamente. A un giorno di distanza, alla luce del regolamento, non è più possibile annullare lo scrutinio e procedere a una nuova votazione”, dice Fini.

In mattinata, su richiesta di Pdl e Lega, si era riunita la conferenza dei capigruppo: la maggioranza ha ribadito le proprie accuse alla vicepresidente, Rosy Bindi, di aver chiuso la votazione troppo presto, impedendo ad alcuni deputati di Pdl e Lega di partecipare e permettendo così l’approvazione della pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Italia dei Valori. Sulla regolarità del voto l’ultima parola spettava però al presidente Fini, che ha ascoltato i due deputati segretari d’aula in turno alle 18:58, durante la votazione “incriminata” (Lusetti del Pd e Fallica del Pdl), e ha visionato i filmati della seduta.

Il voto sulla pregiudiziale si è aperto alle 18.58 e si è protratto per 52 secondi. Il segnalatore acustico (quello che avverte i deputati che ci sono votazioni in corso) è stato attivato per 10 minuti prima dell’apertura della votazione. Non hanno potuto votare, pur presenti in Aula, 44 deputati, tra cui 4 di opposizione. Sono due gli articoli del regolamento di Montecitorio che danno a Fini il potere di decidere sull’annullamento di una votazione. L’articolo 8 stabilisce che a lui spetta fare opportune valutazioni, mentre l’articolo 57 spiega che “quando si verifichino irregolarità, il presidente, apprezzate le circostanze, può annullare la votazione e disporre che sia immediatamente ripetuta”.

Fini ha citato proprio il Regolamento della Camera, secondo il quale “il presidente, apprezzate le circostanze, può annullare la votazione e disporre che sia immediatamente ripetuta”. L’apprezzamento delle circostanze, compreso certamente il fatto che i deputati presenti in Aula possano esercitare il loro diritto di voto, è rimesso quindi in modo inequivocabile al presidente di turno che può, se lo ritiene, nell’immediato far ripetere la votazione. Questo nella seduta pomeridiana di ieri non è avvenuto. “A mio modo di vedere, – continua Fini – come ho anche accertato personalmente attraverso i segretari di presidenza, l’effettivo andamento della seduta determinava una condizione per la quale sarebbe stato lecito avvalersi della potestà, accertate le circostanze, di disporre l’immediata ripetizione del voto”. Questo non è avvenuto ma, ha proseguito il presidente della Camera, “alla luce del disposto dell’articolo 57 del Regolamento e della relativa prassi applicativa, non vi sono oggi i presupposti regolamentari perché si dia luogo a un annullamento con ripetizione del voto. Ciò in quanto l’avverbio ‘immediatamente’ rende a tutti evidente che non si può procedere il giorno dopo. Simile decisione, infatti, si fonderebbe esclusivamente sull’apprezzamento di circostanze contingenti che sono demandate in modo esplicito a chi presiede in quel momento l’assemblea e non su elementi oggettivi e inoppugnabili”.

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