Aversa

Una Mano Tesa, Liotto presenta “Le voci della solidarietà”

Donato LiottoAVERSA. In vista della serata “clou” della rassegna di solidarietà “Una Mano Tesa”, in programma al cinema Vittoria venerdì 25 giugno, l’organizzatore Donato Liotto, presidente della New Dreams e membro del cda dell’Ente Moretti, invita a riflettere sul vero scopo di chi opera nel sociale.

“Proviamo a raccontarvi di tante persone, – dice Liotto – istituzioni, associazioni, professionisti di ogni ordine e ceto sociale etc. di tutti quelli che in modo o in un altro sono impegnati a far del bene, a fare solidarietà. Ciascuno ‘preso’ con modi diversi ad accendere una ‘causa’” a volte senza risultati e tantissime volte con riscontri immediati. Fare solidarietà, impegno civile, aiutare chi ha bisogno, dovrebbe unire sotto un’unica egida tante persone. Lo scopo non è solo quello di raccogliere fondi o accendere questa o quella causa come dicevamo. Lo scopo principale, a nostro dire, è soprattutto quello di credere veramente in una causa e portare avanti i propri convincimenti affinché si sappia e si faccia in modo che tutti..ma davvero tutti cooperino”.

Per questo Liotto invita a leggere il racconto che segue, dal titolo “Le due voci”. “Siamo certi – conclude il promotore della rassegna – che molti, anzi, tantissimi si riconosceranno in esso soprattutto quelli che sono davvero in ‘prima linea’ a fare opera di solidarietà e non sono sotto i ‘riflettori mediatici’ e soprattutto a loro che vanno riconosciuti meriti e un plauso per il grande impegno civile”.

Voce 1: “Io sono un magnate, professionista e pure imprenditore. Faccio volontariato, mi occupo di tante cause, partecipo a convegni , faccio le sfilate e in divisa associativa plurimedagliata mostro a tutti quello che do alla società. Noi gente ricca e potente, organizziamo cene ed eventi per l’alta società, sfilate di moda con tante signore, mogli di potenti e gente m’portante che si mostrano per fare solidarietà. Spendiamo tanti soldi, ma non ci preoccupiamo…tutti quanti devono sapere…che gente “comma a nuje” dell’alta società , si preoccupa di tanti bisognosi .Le nostre manifestazioni ed i nostri eventi mondani, vi partecipano davvero in tanti. E poi , usciamo pure sui giornali..sai quanta pubblicità. Ci sentiamo per telefono, ci scambiamo le opinioni, commentiamo tutti i giornali che si occupano di noi, e se qualcuno non è citato. Chiamiamo in redazione e con pronte lamentele. Il giorno dopo siamo in prima pagina, che soddisfazione!E’ importante far sapere che siamo sempre presenti per queste cose qua”.

Voce 2: “Io sono un operaio…sò frarecatore (muratore) posso senz’altro dire..umile e senza capitali.Ma se di soldi non ne ho…posso certo affermare che :la mia ricchezza son gli amici veri e puverielle, e malate, e disadattate, e tutti quelli che nun ponne magnà e ogni gghjuorn combattene pè campà. Loro so compagne a mme! E gente uguale a mme, crerriteme..cè ne stanne proprio assaje! Fatichene in silenzio, nun escene n’coppe e ggiournale..ma n’ddò core e chesta ggente e nomme nuoste so scritte a ‘caratterri cubitali’ proprio comme a na primma paggina e nu ggiurnale. Nessuno mi conosce, non ho divisa ne sono medagliato. Ma nun fa nient! Quando a sera tardi, finisco di lavorare io n’zieme a mugliereme che fa e servizi a ore n’de case e vuje signore!Ve Steve raccuntanne…Mi reco negli ospizi, a volte negli ospedali e addò cè stà bisogne.Aiuto tanti ammalti, li conforto e racconto loro tante cose, a loro gli basta poco, solo un po’ d’amore, quatte chiacchere in alleria e se scordene a malincunie.Posso dire che forse in questo senso qua: anche io son ricco assaje! Ma non son ricco e capitali ..a ricchezza mia so chesta gente. Mi basta che mi sorridono e mi prendono la mano, che so talmente cuntent ed emozionato…che me scord pure e guaje mie. A fine saje cherè? Pare che so l’lore che aiutano me!”.

Voce 1: “Noi abbiamo fatto con il mio esclusivo club, che ha titoli e meriti senza eguali. Convegni a volontà. Abbiamo invitato tante autorità c’erano vescovi e ministri e tanta bella gente che donava soldi per paesi africani. Mi ricordo che tutti i bimbi.. figli di ministri, politici e autorità tutti belli e ben vestiti, fecero una foto e creammo pure un calendario. A vedere tanti bimbi belli sani e ben vestiti. Era davvero una soddisfazione, per le loro mamme e i loro papà. I nostri figli non manca nulla era giusto fargli pure un calendario. Noi siamo sempre presenti soprattutto a certi eventi. Siamo davvero filantropici e ci occupiamo di nazioni lontane cosiddette del terzo mondo. Ci impegniamo nel sociale e quando è Natale almeno per una volta all’anno organizziamo un bel cenone. Son le donne dei “signori” che cucinano ai “poverelli” e almeno per 3 ore dedichiamo il nostro tempo a chi ha davvero bisogno di noi. La sera della vigilia ceniamo a casa nostra e con la tavola imbandita a festa, per il Natale festeggiamo e ricordiamo le nostre brave e buone azioni. Un anno passa in fretta e non vediamo l’ora di ripetere questa cena che almeno per due ore porta felicità a “questa brava gente”…in fondo pure per loro è Natale”.

Voce 2: “Due volte a settimana organizziamo feste a tema.e chest nuje…o facimm almen pe tutte l’anne! Invitiamo tutti i poveri, bimbi disagiati e ammalati, i nonni certo non possono mancare pure gli anziani facciamo partecipare. Essi iniziano a raccontare la loro storia e noi seduti a circolo intorno a loro li ascoltiamo in silenzio e soprattutto i bimbi, restano a bocca aperta. A sentire tante storie così belle ma soprattutto così vere. Poi iniziamo a mangiare e ognuno fa la sua parte chi serve i pasti, chi imbocca il cibo a chi proprio non c’è la fa. Chi lava i piatti e mentre si cena, qualche amico con la chitarra e mandolino inizia a suonare. Alla fine tanta allegria e mentre sono in cucina a lavare le stoviglie, ci ritroviamo tutti assieme per una foto che, un domani possa far ricordare, questi splendidi momenti vissuti tra tanta brava gente. Altri invece vanno due volte a settimana rint’ è spizie. Stanne ore..e ore…assistene e vicchiariell e lavane e mutande, gli tagliano le unghie, e quanne c’è bisogno c’è mettene pure o pappaualle. Puliamo i loro corpi pieni di piaghe e escoriazioni, si se sent nu male odore…facimm fint e nient..e continuamm a l’le lavà. Pò a sera da Vigilia, facimm na granda tavulat…si siedono tutti quanti.E c’a tavula m’bandit ogniune porte tanta cose, accumminciamme a magnà. E’ Natale e c’è guardamm rinte a l’luocchie..a tristezza si pure è nu mumente…se gghiute già accuccà! Nu pensiere sule nun cè lascie maje: chissà si tutte stà brava gente ancor pè n’anne c’hà fà a campà. Fosse overe belle.. che o prossimo Natale, attuorne a chesta tavulat…nun mancass proprio nisciune de presente. Allora si che posso dire: Natale megliè e chiste nun puteve capità”.

Voce 1 e Voce 2Assieme potranno solo dire: “Fare del bene..fa bene soprattutto a chi lo fa! Natale viene una volta all’anno..ma noi tutti assieme tendiamo una mano e per chi ha bisogno di un piccolo aiuto ne siamo certi:Natale sarà ogni giorno. Dare una speranza accendere la fiammella della solidarietà nei cuori di tutti e farla allargare, proprio comme a “Na macchiulella e uoglie..che care n’coppe a nu mesale. Essa s’allarghe a vista d’uocchie..e stanne certe…nun se po’ fermà! Chesta si che è vera solidarietà!”.

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