Aversa

Strisce blu, mozione di Capasso: ridurre le aree a pagamento

Rosario CapassoAVERSA. Il consigliere comunale del Pdl, Rosario Capasso, presenta una mozione sulle aree di sosta a pagamento, le cosiddette “strisce blu”.

“A distanza di più di sei mesi – spiega Capasso – dopo interpellanze presentate discussioni fatte, aspri confronti anche nel Civico Consesso le strisce blu devono ancora essere rivisitate. Tante le promesse fatte all’epoca, cioè: che si era in fase di ‘sperimentazione’ e che l’Amministrazione avrebbe provveduto a rideterminare gli stalli di sosta liberi, quelli per i diversamente abili, per l’abolizione dell’obolo di pagamento nei giorni festivi e che avrebbe eliminato il pagamento del parcheggio per la sosta fuori il cimitero. Unitamente alla possibilità di istituire una percentuale di stalli incosiddetta ‘quota rosa’, per le mamme incinte e con prole al fine agevolarle nel disbrigo delle loro commissioni quotidiane; eliminare il pagamento del ticket fuori i luoghi di culto soprattutto la domenica, esonerare e/o consentire un abbonamento a prezzi contenuti per i pendolari che si recano al lavoro fuori città e per coloro che raggiungono Aversa per lavorare”.

Tutto, diametralmente opposto, a quanto realizzato con atto dirigenziale – area vigilanza settore Polizia Municipale numero 51 del 21.02.2008 con il quale veniva approvato il bando, il disciplinare ed il capitolato speciale di appalto con i relativi allegati, finalizzati all’affidamento mediante procedura aperta (ai sensi dell’art. 3 comma 37 del D. Lgs.vo n. 163/2006) ed aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (ai sensi e per l’effetto del successivo art. 83) del servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento e della rimozione forzata, blocco e custodia dei veicoli in sosta vietata nel territorio comunale. Esperita la gara nei termini e nei modi di legge, l’appalto per l’esecuzione del servizio veniva aggiudicato all’Ati “Consorzio Urbania vivere la Città/Icaro Consorzio di Cooperative sociali Scarl”; il 22 luglio 2009 veniva stipulato il contratto tra il Comune di Aversa e l’Ati aggiudicataria. Capasso evidenzia che “non è stato minimamente tenuto conto dei legittimi diritti ed interessi anche economici dei residenti, dei commercianti, dei disabili, e delle categorie professionali operanti sul territorio cittadino, prevedendo, in conformità alle disposizioni vigenti del Codice della Strada, stalli non a pagamento (strisce bianche) e stalli riservati ai disabili autorizzati. Per tali cittadini il pagamento della sosta imposta costituisce un costo improprio risultante eccessivamente gravoso in un momento come questo di grave crisi economica ed occupazionale, maggiormente avvertita nel Sud del paese”.

L’esponente dell’area finiana del Pdl, dunque, invita il sindaco e la giunta “a farsi parte attiva nell’accoglimento delle richiesta (dei residenti, dei commercianti, dei disabili e delle categorie professionali operanti sul territorio), promuovendo procedure tese alla riduzione del numero degli stalli di sosta a pagamento ed in considerazione della circostanza che peraltro gli stalli di sosta non rispondono dimensionalmente a quanto previsto dalla normativa vigente”.

Nella mozione si chiede, inoltre, di riformulare per l’effetto la relativa tabella annessa al contratto, privilegiando quali aree di sosta a pagamento le grandi aree a ridosso del centro cittadino (parco Pozzi, area ex Alifana) e predisporre nelle altre aree individuate nella tabella annessa al contratto stalli liberi (strisce bianche) e stalli per disabili autorizzati, nonché ridurre il numero degli stalli di sosta a pagamento anche in considerazione delle dimensioni non rispondenti alla normativa vigente. Allo stesso tempo, si chiede di eliminare il pagamento del parcheggio per la sosta fuori il cimitero, provvedere ad istituire una percentuale di stalli in cosiddetta “quota rosa”; eliminare il pagamento del ticket fuori i luoghi di culto soprattutto la domenica, esonerare e/o consentire un abbonamento a prezzi contenuti per i pendolari che si recano al lavoro fuori città e per coloro che raggiungono Aversa per lavorare.

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