Aversa

Generazione Italia chiede un patto di fine consiliatura

Dino CarratùAVERSA. “A leggere la nota dei tre consiglieri di maggioranza e dei due assessori fedelissimi del sindaco, sembra essere stata scritta da quei consiglieri, sempre di maggioranza, etichettati dal primo cittadino come dissidenti”.

E’ il commento del circolo normanno di Generazione Italia “Gianfranco Fini”, guidato da Dino Carratù, alla luce della nota inviata al sindaco Domenico Ciaramella dai consiglieri Michele Galluccio, Fiore Palmieri ed Emilio Scalzone e dagli assessori Gianpaolo Dello Vicario e Gino Della Valle, che hanno chiesto al primo cittadino “maggiore chiarezza e coerenza alla luce delle indiscrezioni di stampa, voci e comportamenti ambigui che stanno relegando la maggioranza nell’anonimato e in uno scontro politico senza possibilità di dialogo”.

“Non possiamo che esprimere solidarietà ai consiglieri comunali, al consigliere provinciale ed al componente dell’esecutivo, mantenendo lontana ogni sterile polemica o velleità ironica. – afferma Carratù – Piuttosto nasce spontaneo un sentimento di rammarico per essersi accorti troppo tardi che il sindaco della città non è il capo indiscusso di tutto. E’ ovvio che l’assenza di dialogo e confronto col tempo stanca anche il più fedele degli amici, se a ciò aggiungiamo che si tratta di questioni politiche la rottura è inevitabile. Ora il sindaco Ciaramella – incalzano dal circolo di Generazione Italia – deve rendersi conto che esiste un problema politico, ma soprattutto deve prendere atto che tale problema è reale. Non sono più solo i cinque consiglieri da lui etichettati come dissidenti, ma hanno preso le distanza dall’operato del governo cittadino e da questo modo scellerato di fare politica, tre consiglieri a lui fedeli e due componenti della giunta. Una bocciatura totale! Se dovessimo votare domani il bilancio di previsione, atto politico per eccellenza di una amministrazione comunale, il sindaco non otterrebbe la fiducia della sua maggioranza e purtroppo i segnali di una inversione di tendenza, stando alle prime dichiarazioni del sindaco, sono tutt’altro che positivi”.

“La soluzione a nostro avviso – continua Carratù – è una ed una sola: ritornare al dialogo ed al confronto politico nelle sedi partitiche e sottoscrivere un patto di fine consiliatura con obiettivi chiari e trasparenti”.

Quanto alle indiscrezioni di corridoio che raccontano di un rifiuto del sindaco Ciaramella di ricevere i tre consiglieri e i due assessori, non permettendo agli stessi di entrare nella stanza al secondo piano della casa comunale, il commento dei finiani è laconico: “Ci rifiutiamo di credere che il sindaco abbia agito in tal modo. Il confronto politico anche aspro è accettabile, ma il rispetto della persona prima e della carica istituzionale poi, è altra cosa. Se ciò fosse davvero accaduto sarebbe gravissimo, specie se consideriamo che uno degli assessori è anche consigliere provinciale”.

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