Aversa

Centro salute mentale, operatori chiedono di lavorare in sede unica

 AVERSA. Gli infermieri del Csm (Centro salute mentale) di San Cipriano d’Aversa, con sede presso una struttura dell’Asl in via Buonarroti, e gli infermieri del Csm di Villa di Briano, con sede in locazione da privati, scrivono ai vertici dell’Asl Caserta per una rapida soluzione del “problema turni” che si trascina da quasi due anni.

Gli operatori si dichiarano stressati dai continui cambiamenti di turni, dai disagi derivanti dalle sostituzioni che sono costretti ad effettuare interscambiandosi presso i due Csm, costretti ad effettuare turni diversi da quelli concordati con le organizzazioni sindacali. Per una migliore organizzazione e per il buon funzionamento della Uosm, sia sul lato organizzativo del servizio e in relazione alla vita privata, gli infermieri chiedono di lavorare in una sola sede.

E, visto che per la direttrice del Dsm le due sedi risultano essere una sola Uosm, fanno presente che: non riescono a coprire i turni presso le due sedi e questi disagi sono avvertiti principalmente dagli utenti (semi-abolizione delle terapie territoriali, ecc.); che molto spesso sono costretti a lavorare con una sola unità infermieristica per turno dove per legge e per accordi sindacali, nelle unità operative di salute mentali dovrebbero essere in 3 unità; che gli operatori del Csm di San Cipriano d’Aversa, durante l’orario di servizio, devono occuparsi in media di 25 utenti che frequentano il centro diurno, delle varie terapie, delle terapie territoriali (comprese le fiale periodiche), di informatizzare le prestazioni espletate ed anche quelle dello staff medico, delle varie emergenze diurne presso il centro crisi del reparto e domiciliari e come se non bastasse devono smistare le telefonate per tutta la struttura.

Alla luce di tali disagi, gli operatori chiedono: di verificare se la struttura (disposta in più livelli) che ospita il Csm di Villa di Briano risponde alle vigenti normative sulla sicurezza, perché manca la scala antincendio. Visto che per la dirigenza i due centri risultano essere una sola Uosm con 2 Csm, si chiedono: si è sbagliato negli ultimi 10 anni a tenere in servizio oltre 20 infermieri per ogni Csm, sottraendo risorse umane ai servizi che richiedevano più personale o si sbaglia adesso a pretendere di coprire i 2 Csm con operatori insufficienti anche per uno solo? Perché i due Csm non vengono unificati presso una sola struttura che sarebbe anche un risparmio per i contribuenti, visto che per mantenere aperto il Csm di Villa di Briano, in una struttura in locazione da privati, si spendono svariati centinaia di migliaia di euro all’anno? Perché si continua a mantenere aperta una struttura parallela, con 2 staff di medici e relativi responsabili quando potrebbero essere utilizzati in altre strutture (Spdc o altro)?

Inoltre, ricordano che la turnazione degli operatori non è più gestibile, in questo periodo (di ferie) è difficile effettuare una turnazione sufficiente anche per un solo Csm e non si può pretendere di coprire due Csm con due sedi diverse in due città diverse.

“Riterremo personalmente responsabile la direttrice del Dsm per eventuali danni fisici e psicologici che potrebbero derivare da qualche situazione d’emergenza con colluttazione (non da escludere in un Csm) non gestibile da una sola unità infermieristica”, scrivono gli operatori nella nota inviata ai vertici Asl.

Perdurando questo stato di cose, a tutela della salute degli utenti e della loro, gli operatori chiedono infine agli organi sindacali di proclamare, per i 2 Csm, lo stato di agitazione dal mese prossimo e, contemporaneamente, rivolgersi all’autorità giudiziaria.

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