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All’Ex Macello la memoria dello sport aversano

 AVERSA. L’Associazione “662”, che nasce dopo l’ultima tornata elettorale per la Provincia di Caserta in città, attorno al candidato dottor Di Tommaso, apre con una serata alquanto movimentata, …

… l’appuntamento su tre giorni, organizzato presso l’ex Macello Comunale che ha come filo conduttore la memoria dello sport ad Aversa negli ultimi 40 anni circa.

La sala appositamente allestita con garbo e non senza qualche motivo di interesse “gustoso”, presenta le foto che partono praticamente dal 1968, le coppe, le maglie, i trofei, gli attrezzi, ma c’è anche la fiaccola olimpica che attraversò la città prima delle Olimpiadi di Roma 1960, in pratica i cimeli dello sport aversano che è stato atletica, calcio, pallavolo, pallamano, calcio a cinque, ciclismo, tiro con l’arco, pallacanestro. In verità un ritorno al passato ad effetto con momenti fotografici importanti per una famiglia, quella appunto dello sport aversano, che non ha nulla da invidiare ad altre città certamente più ricche e meglio organizzate per lo sport di base e di alto livello.

Ma mentre lo sport fa la sua bella figura qualcosa accade nella sala accanto, dove l’associazione “662”, presenta l’evento alla città. Qui gli sportivi stanno in silenzio, almeno all’inizio, a parlare ci pensano i vari politici di turno, che alla fine si rilevano alquanto sprovveduti sull’argomento, tanto da non essere indenni da errori più o meno marchiani, ma soprattutto a promesse che alla fine irritano e non poco l’uditorio.

Aprono i componenti dell’associazione (la denominazione 662 richiama il numero dei voti ottenuti alle ultime elezione per il candidato di centro destra presidente della stessa associazione), che vogliono far presente l’impegno del gruppo su problematiche “vere” di Aversa città e che intendono aprire il loro lungo viaggio proprio con lo sport. Tra gli obiettivi certamente quello provocatorio di raccogliere firme e fondo per riarredare il Parco Pozzi dei tabelloni per giocare liberamente a Pallacanestro (“noi le palle le abbiamo, ci mancano i canestri” – dice uno spot nei corridoi).

Seguono gli interventi dell’assessore Giampaolo Dello Vicario (“tanto si è fatto per lo sport scolastico, vedi l’impegno nelle palestre scolastiche”), lo segue l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Gerolamo Cangiano che invita le associazioni presenti ad affiliarsi al Coni (invito alquanto inutile , visto che chiunque voglia fare sport in Italia, già dovrebbe essere un affiliato al Coni, o no?), lo segue Vincenzo Lanzetta, assessore alle politiche sociali, quindi tocca all’Assessore Aniello De Cristofaro, assessore allo sport della città. L’intervento di De Cristofaro è alquanto puntiglioso, infatti l’assessore puntualizza che i canestri per il Parco Pozzi, sono già stati acquistati e sono in deposito, c’è solo da risolvere il problema messa in opera e sicurezza che comunque costerà al Comune almeno 50mila euro. Ma fa anche sapere che per l’ex Consorzio Canapa non c’è nessun problema, la struttura è nelle mani del Comune e quanto prima sarà restituita allo sport aversano, così come per la pista di atletica per la quale c’è un fondo di oltre un milione di euro per la realizzazione, serve solo l’ok del Commissario Straordinario dell’Asl, dottor Gambacorta, che tarda ad arrivare, c’è anche l’intenzione di stare vicini a tante manifestazioni sportive cittadine, dal calcio, alla pallavolo, alla ripresa della Straversana.

L’uditorio diventa rumoroso, partono dalla sala proteste, gli stessi componenti la “662” pongono critiche e riflessioni. Prende la parola Francesca Marrandino, consigliere comunale, che fa le sue lodi allo sport aversano, in modo particolare a calcio, pallavolo e all’ippica (?!), ma sottile si sente che la serata è ormai un piccolo scontro politico tra le varie anime del centro destra cittadino, al confine tra equilibri e sensazioni forti. Finalmente si cerca si sfocare dando la parola a Giovanni Spezzaferri, Vito Faenza, Vittorio Savino e via via ai vari “sportivi veri” presenti, poche parole per ognuno, ma in qualche caso vengono fuori le verità di uno sport fai da te, con enormi sacrifici e con nessun supporto dell’Amministrazione, sia essa presente che passata, lo sport vive ad Aversa, ma non è di questa città, che non ha mai avuto programma serio in materia, sia esso per lo sport di elite che per lo sport per tutti.

Dopo le parole, non resta che inaugurare la mostra che sarà aperta fino a domenica sera, ve la consigliamo perché è uno spaccato serio di quel mastodontico lavoro fatto quotidianamente da un nugolo di grandi appassionati, capaci e tecnicamente validi che hanno portato ad Aversa, centinaia e centinaia di grandi prestazioni sportive, anche se in molti non conoscono neanche dell’esistenza di queste virtù di una città sempre più sonnacchiosa e distratta a ben altre cose.

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