Sant’Arpino

Plazza a Spanò: “Solo metodi bambocceschi”

Alberto PlazzaSANT’ARPINO. Continua la “telenovela” interna al Pdl santarpinese. L’ennesima “nota-fiume” arriva dal dottor Alberto Plazza, consigliere comunale dei berlusconiani, in replica all’avvocato Rodolfo Spanò.

Devo mio malgrado ritornare su queste pagine a fare un po’ di sana chiarezza sulle ultime vicende politiche che stanno riguardando, con mia profonda amarezza, la Pdl locale e su alcune considerazioni che vengono fatte sul mio conto a titolo del tutto gratuito, maleducato ed irresponsabile, dal coordinatore cittadino di Sant’Arpino, avvocato Rodolfo Spanò.

Infantilismo, paranoia, delirio di persecuzione e delirio di protagonismo associati ad una buona dose di irresponsabilità politica nonché ad una grossa, grossissima maleducazione stanno caratterizzando l’azione comportamentale del su citato coordinatore al quale qualcuno, una buona volta, dovrà insegnare cosa vuol dire democrazia, rispetto per le opinioni altrui ed in particolar modo delle opinioni diverse dalle sue. Egli stesso cita di avere etichettato l’attuale primo cittadino come un analfabeta, ritenendo questo suo errore come una delle cause determinanti del contrasto venutosi a verificare tra lui stesso ed il sindaco. Purtroppo il lupo perde il pelo e non il vizio. Tutti sanno, infatti, che tali atteggiamenti offensivi, ed alla lunga nefasti per il personaggio, si sono ripetuti più volte anche con altri rappresentanti della vita politica santarpinese. Ma il nostro, ritenendosi il depositario nobile della comunità lla quale apparteniamo, non si è mai reso conto che la monarchia è oramai tramontata da un pezzo e che nella nostra Italia da tempo vige l’uguaglianza tra ognuno di noi e nessuno si può arrogare il diritto di offendere, mettere all’indice, e imporre agli altri esclusivamente le proprie regole.

Le caste esistono ancora in India, paese dal quale sono ritornato da poco. Ma quello è un paese lontano, nonostante la sua storia millenaria, anni luce dal nostro modo di vivere occidentale. Ho avuto modo di dire e ridire queste cose al nostro avvocato ma egli sembra essere sordo a qualsiasi consiglio, tanto è vero che l’ultima volta che l’ho incontrato ebbi modo di ribadirgli la mia amicizia ed anche la considerazione che era comunque una brava persona ma l’optimun l’avrebbe raggiunto: tra venti anni. Accennato all’infantilismo comportamentale che caratterizza il nostro campione, c’è poi da parlare della paranoia. Grave stato di sofferenza in base al quale ognuno è visto come nemico che trama contro, ognuno è da tenere a distanza. Quella che a volte viene interpretata come superbia è invece una seria deviazione mentale che comporta, e qui da medico me ne dispiaccio, tutta una serie di sofferenze sia cerebrali che comportamentali. A questo si collega naturalmente il delirio di persecuzione. Per quanto riguarda il delirio di protagonismo esso fa in parte riferimento a quanto detto a proposito dell’infantilismo.

Ma se gli atteggiamenti e i comportamenti sono bambocceschi, è il metodo che è profondamente sbagliato. Sbagliato perché si associa ad un comportamento falso e bugiardo. Mi spiego meglio: chi mi conosce sa che in vita mia mai e poi mai ho alzato la voce e tantomeno sbattuto il pugno sul tavolo. Questo, invece, viene riferito su di me e su cose mai avvenute e per le quali sfido il nostro avvocato a trovare una sola persona, e ribadisco una sola persona, che possa testimoniare di avermi visto o sentito alzare la voce o sbattere i pugni. Calunnie e nient’altro che richiederebbero una sana e meritata denuncia per diffamazione.

L’avvocato, che sa meglio di me cosa vuol dire calunnia e quali sono le conseguenze a cui va incontro chi le manifesta, diviene recidivo una seconda volta quando afferma, senza avere uno straccio di prova, che io sarei ricattabile dal sindaco per un fantomatico documento che mi riguarderebbe. Allora, caro avvocato, o si tira fuori questo benedetto atto che mi condizionerebbe o si abbia almeno il pudore sacrosanto di chiedere scusa e soprattutto di tacere. Ecco, tacere sarebbe la migliore cosa e lo dico con affetto e come consiglio del tutto mio e personale. Non all’unanimità come si è solito affermare. Unanimità poi di che cosa? Di quattro gatti, e ribadisco quattro gatti tra comparielli, cugini ed amici del cuore con cui si ritiene di gestire il partito – famiglia.

Guardiamoci intorno e contiamo finalmente questi quattro gatti che fanno parte della sempre citata unanimità in base alla quale:il Pdl ha deciso,il Pdl si è riunito, il Pdl ha chiesto,il Pdl ha manifestato. La conta non arriva alle dita di due mani. Nulla! Al di fuori di parole vuote e vacue, con un lessico appartenente ai tempi del ventennio! I famosi militanti! Altro che il nugolo di professionisti con cui si vorrebbe,udite udite, creare, di qui a tre anni, una lista civica alternativa a Di Santo con la quale andare poi a ricoprire la carica di sindaco, (parole dell’avvocato dette a me e, prego di non smentire ). Altro delirio di onnipotenza e di…stupidità, ancor più manifesta allorché, il nostro, voleva farmi credere che la caduta di Savoia era da attribuire solo ed esclusivamente a se stesso ed al suo impegno nella scorsa campagna elettorale.

Ma si può mai pensare concretamente a queste cose? Di un Savoia che ha sempre disprezzato e per il quale riuscì ad allontanare, in modo traumatico, il suo amico Mondo per il solo fatto che tra questi e Savoia c’era un rapporto di amicizia, sempre poi a farlo rientrare nella sua Pdl con il sincero timore, da parte mia, che l’amico Pino non rappresenti in futuro un cavallo di Troia per nuovi aspiranti pidellini.

Chiudo queste mie considerazioni a proposito della mia espulsione dalla Pdl rivolgendomi direttamente all’avvocato. Premetto, e purtroppo questo non lo capirai mai, che in qualsiasi partito chiunque ha diritto di replica e di intervento, nonché di convocazione. Cosa che nel caso mio non è mai avvenuta. Ma ti sei mai chiesto tu chi sei? La tua risposta sarà sicuramente: io sono il coordinatore cittadino! Orbene: tu sei il coordinatore cittadino nominato ma non legittimato da una regolare elezione. Quindi non rappresenti nulla se non la volontà dei tuoi sodali referenti (i massimi esponenti, come ti piace definirli) di riempire una casella nel nostro paese.

Mi spiegherai poi tu e quei quattro gatti che rappresentano la famosa unanimità, a quale titolo, per quali motivazioni e in base a quali prove ritieni che io, forse uno dei pochi iscritti, debba essere espulso dal partito. Sono curioso di saperlo. Perché poi se questa tua richiesta, fatta nell’unanimità, non dovesse ottenere nulla, voglio vedere con quale faccia andrai a legittimare l’ennesima …causa persa, caro avvocato. Ultimissima considerazione: dove starebbeil Pdl e chi lo rappresenterebbe quando dici che esso passerà all’opposizione? Anche qui domina il tuo smodato autoreferenzialismo che ti porta a rilasciare comunicati (meglio sarebbe dire editti) con cui, anziché cercare di ripristinare un normale e legittimo dialogo con quelli che dovrebbero essere i tuoi, continui ad escluderli bollandoli come nemici e a prendere autonomamente decisioni che invece dovrebbero essere condivise. Chiedilo per favore ai tuoi massimi esponenti se su questo sono d’accordo ricordandoti le parole che ti disse il senatore Coronella!

Concedimi davvero l’ultima considerazione e solo per esempio, su come si debba intendere la politica. Ti ricordi della Democrazia Cristiana? Un partito che hanno fatto scomparire dal panorama politico italiano e tutti sappiamo come. Un partito che ha traghettato l’Italia dal dopoguerra al boom economico. Nel bene come nel male. Quel partito era composto di mille uomini e pensieri diversi spesso in antitesi tra di loro ma, i suoi rappresentanti non si sono mai sentiti nemici bensì parte integrante di un partito con enormi responsabilità verso la Nazione. Impara la storia e traine profitto! Ricorda! Prima di questi c’era un uomo solo al comando e sappiamo tutti in quel ventennio come sono andate le cose. A te che sei… l’ “autentico” rappresentante della Pdl un saluto senza rancore e con profonda scusa verso chi mi legge, dal “falso” Alberto Plazza.

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