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Scajola: “Non mi dimetto”. Opposizione: “Riferisca in aula”

Claudio ScajolaROMA. Il Pd chiede spiegazioni in aula, l’Idv annuncia di voler presentare una mozione di sfiducia, ma il Ministro Claudio Scajola assicura che non ha intenzione di dimettersi.

“Non lascerò il governo, – ha annunciato il Ministro dello Sviluppo Economico dalle pagine de ‘Il Giornale’ – non farò come nel caso Biagi altrimenti sembrerà che mi hanno beccato con il sorcio in bocca. Non ho colpe. Non faccio decidere da una campagna mediatica il ruolo che devo svolgere come ministro della Repubblica. Non scappo. Sono un testimone, non un indagato. – precisa Claudio Scajola – Il pm ha chiesto di sentirmi come persona informata dei fatti e ho proposto al giudice un incontro a breve compatibilmente con i miei impegni di governo. Io credo – ha concluso – che i processi si debbano fare nelle aule giudiziarie e non sui media. E che comunque si debbano fare nei confronti degli indagati non nei confronti dei testimoni”.

E proprio l’indagato numero uno, cioè il costruttore Diego Anemone uscirà dal carcere domenica prossima e i suoi legali assicurano che chiarirà ogni cosa: “Gli addebiti rivolti al nostro assistito sono pura fantasia. Le notizie degli ultimi giorni, hanno parlato di vicende senza il benché minimo riscontro. Non ha dato denaro a nessuno, tanto meno ad Angelo Zampolini, e non ha contribuito ad acquistare le case di nessuno. Anemone chiarirà tutto una volta uscito dal carcere”.

Gli inquirenti stanno seguendo l’ipotesi secondo la quale il denaro depositato in banca dall’architetto Zampolini, che aveva lavorato per Anemone, era stato utilizzato per formare assegni circolari, i quali era serviti per l’acquisto di case nella disponibilità del ministro Claudio Scajola, dei figli di Angelo Balducci e del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru. Su tale ipotesi si fonda l’opposizione politica che chiede spiegazioni al Ministro Scajola.

“Scajola – ha detto il responsabile economico del Pd, Stefano Fassinadeve riferire in Parlamento sui fatti sempre più gravi che emergono dietro l’acquisto della sua abitazione al Colosseo”.

D’accordo anche l’Udc, come ha spiegato il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia: “Alla luce delle ultimi fatti a lui attribuiti, riteniamo che il ministro Scajola non possa esimersi dal venire in Parlamento per un chiarimento sul suo presunto coinvolgimento nell’ambito dell’inchiesta sul G8 di L’Aquila”.

Pugno duro arriva dall’Idv che ha annunciato il deposito alla Camera di una mozione di sfiducia individuale nei confronti di Scajola: “A prescindere dal fatto giudiziario, che va accertato nelle sedi competenti, riteniamo ci sia una grande responsabilità politica. Ci auguriamo che le altre forze politiche non si tirino indietro”.

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