Italia

Rientrano in Italia le salme degli alpini morti. Giovedì i funerali

da sin. Pascazio e RamadùROMA. E’ atterrato all’aeroporto militare di Ciampino il C130 dell’Aeronautica con a bordo le salme dei due alpini uccisi lunedì scorso in Afghanistan: il sergente maggiore Massimiliano Ramadù 33 anni, e il caporal maggiore scelto Luigi Pascazio, 25 anni, entrambi del 327/o Reggimento Genio guastatori di Torino.

Ad accogliere le salme, oltre ai parenti, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario Gianni Letta, il Capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini e quello dell’esercito Giuseppe Valotto, il comandante delle truppe alpine, generale Alberto Primiceri.

Il presidente Napolitano, accompagnato dal consigliere militare Rolando Mosca Moschini, si è avvicinato alle due bare avvolte nel tricolore ed ha poggiato per qualche secondo la mano prima su una e poi sull’altra. Quindi, mentre veniva suonato il Silenzio, è tornato tra i parenti dei militari uccisi. Le due bare sono state portate a spalla dai commilitoni. A rendere gli onori il picchetto armato del IX reggimento Alpini dell’Aquila, ma sulla pista dell’aeroporto di Ciampinoera presente una rappresentanza di tutte le forze armate. A benedire le salme l’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. Presente anche il cappellano della Brigata Taurinense, con il tradizionale cappello con la penna.

Affranti i familiari dei due alpini: per Ramadù la madre, la moglie, due fratelli, mentre il terzo è rimasto in ospedale a Cisterna di Latina, dove è stato ricoverato il padre che ieri aveva avuto un malore; per Pascazio, il padre, la madre, le due sorelle.

Le salme, che sono tornate in Italia accompagnate dal generale Giorgio Cornacchione, capo del Comando operativo Interforze, sono state trasferite all’ospedale di medicina legale per l’autopsia disposta dalla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta sull’attentato. Poi, al Celio, ci sarà la camera ardente dalle ore 16 alle 20.

Giovedì, nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli, i funerali che si terranno successivamente in forma privata nelle città dove vivono le famiglie di Ramadù e Pascazio, Cisterna di Latina (Latina) e Bitetto (Bari).

Sempre giovedì, inconcomitanza con la funzione religiosa istituzionale a Roma, anche a Bolzano le autorità civili e militari intendono, con una cerimonia, manifestare la loro vicinanza a famigliari e commilitoni nel ricordare i due alpini caduti.

Il comandante delle truppe alpine, generale Primiceri, si é recato in visita al caporal maggior Gianfranco Sciré, ferito durante l’attentato di lunedì, e oraricoverato presso l’Ospedale militare del Celio, dove si attende anche l’arrivo del caporale Cristina Bonacucina, anche lei ferita e ricoverata all’ospedale della base militare di Ramstein, in Germania.

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