Italia

Napolitano firma la manovra, Anm annuncia sciopero bianco

Giorgio Napolitano ROMA. Il presidente Giorgio Napolitano ha verificato e firmato il provvedimento sulla manovra. Il decreto legge era stato approvato dal consiglio dei ministri il 25 maggio scorso e consegnato al Quirinale sabato 29.

In seguito alla richiesta di approfondire e verificare alcune parti, il governo aveva inviato ieri sera al presidente della Repubblica una versione in parte modificata. Le misure previste entreranno in vigore appena il testo sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in giornata.

ANM PROCLAMA SCIOPERO. Per protestare contro la manovra economica che ritengono “iniqua” i magistrati ricorreranno anche allo sciopero bianco, cioé si atterranno rigorosamente alle loro funzioni senza svolgere alcuna delle attività di supplenza di cui si fanno carico abitualmente per le carenze di organico del personale amministrativo. I vertici dell’Anm preferiscono non usare il termine “sciopero bianco”, ma si riferiscono a questo quando parlano di forme alternative di protesta che affiancheranno lo sciopero vero e proprio. E sono categorici sulla linea dura: “Allo stato non ci sono spazi di mediazione – dice il segretario Giuseppe Cascini, facendo presente che la manovra è orami stata firmata dal capo dello Stato – e in questi mesi adotteremo tutte le iniziative per convincere il Parlamento sull’ingiustizia della manovra”. “Lo sciopero è sicuro, così come sicuramente organizzeremo iniziative di protesta per spiegare lo stato di crisi e sofferenza della magistratura italiana e di sfascio degli uffici giudiziari e dimostrare cosa avverrebbe se i magistrati smettessero di sacrificarsi, svolgendo attività non dovute per far funzionare la macchina giudiziaria”, aggiunge Cascini. E sullo sciopero bianco, il presidente dell’Anm Luca Palamara, annuncia la preparazione di un “decalogo” che spiegherà ai magistrati come comportarsi.

CAPEZZONE: “GRAVE SCIOPERO TOGHE”. “E’ grave che, per ragioni corporative, l’Anm scelga una linea che appare di vera e propria difesa di una condizione privilegiata, anziché contribuire con qualche sacrificio (comunque limitato, e in ogni caso commisurato a trattamenti economici importanti) ad un momento delicato per l’Italia”. Lo afferma in una nota Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. “E’ davvero deludente – prosegue Capezzone – che, a questo, si aggiunga anche la minaccia di uno sciopero. I cittadini potranno valutare se questo è il modo migliore di contribuire alla situazione che il Paese sta vivendo. Poi non ci deve sorprendere se gli italiani hanno sempre minore fiducia in questa giustizia”.

LETTA AI MAGISTRATI: “CI SARA’ ATTENZIONE”. Il sottosegretario Gianni Letta, “nel manifestare particolare attenzione e preoccupazione per le questioni illustrate, ha assicurato che le rappresenterà in tutte le sedi istituzionali”. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso da palazzo Chigi al termine dell’incontro fra lo stesso Letta e “i rappresentanti di tutte le Magistrature e dell’Avvocatura dello Stato” sulla manovra economica. “Alle ore 11,30 di oggi, lunedì 31 maggio, si è tenuto a Palazzo Chigi, l’incontro richiesto dai rappresentanti di tutte le Magistrature e dell’Avvocatura dello Stato con il Sottosegretario, dottor Gianni Letta”. Si legge nel comunicato diffuso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. “Nel corso dell’incontro – rileva la nota – è stato rappresentato al Governo il forte dissenso delle categorie rappresentate rispetto ai contenuti della manovra finanziaria varata con l’odierno decreto-legge e sono stati, inoltre, espressi dubbi sulla costituzionalità di alcune norme e timori per la funzionalità degli uffici giudiziari. Il Sottosegretario Letta – conclude il comunicato -, nel manifestare particolare attenzione e preoccupazione per le questioni illustrate, ha assicurato che le rappresenterà in tutte le sedi istituzionali”.

CICCHITTO: “PER TAGLI USARE BISTURI, NON ASCIA”. “I tagli alla spesa per gli enti culturali vanno fatti in modo selettivo, con il bisturi, e non in modo indifferenziato, con l’ascia”. Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl a Montecitorio. “Il governatore Draghi – prosegue Cicchitto – ha dato solide motivazioni alle ragioni che hanno determinato la manovra economica del governo. Infatti, il governatore ha analizzato le due fasi della crisi economica internazionale. La prima, determinata da una finanza senza regole e senza autocontrollo, é stata in parte superata con una forte iniezione di liquidità. A sua volta l’indebitamento derivante da essa ha esposto i sistemi economici all’azione della speculazione che ha colpito le nazioni più deboli perché con forte debito. Ciò richiede un intervento di politica economica. La manovra del governo Berlusconi, quindi, è motivata da queste ragioni di fondo e, per questo, realizza forti tagli alla spesa e un duro intervento contro l’evasione fiscale. In questo quadro, però, i tagli alla spesa per gli enti culturali vanno fatti in modo selettivo, con il bisturi, e non in modo indifferenziato, con l’ascia. In secondo luogo – conclude -, c’é una parte della manovra favorevole al Sud con una fiscalità di vantaggio e un’altra parte favorevole agli aumenti di produttività”.

BERSANI: “MINISTRI INFORMATI DOPO UNA SETTIMANA”. “I ministri, come noi d’altra parte, stanno venendo a conoscenza della manovra dopo una settimana. Il cdm ha approvato non si sa che cosa e Bondi ha scoperto il modo solito, devastante e inutile, di affrontare il tema della spesa pubblica”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta, a Radio Capital, la reazione del ministro della Cultura ai tagli alle istituzioni culturali. “E’ evidente – ha affermato Bersani – che per il governo è inutile la cultura, e di conseguenza vengono attaccati enti e società che hanno il compito di diffonderla. Certamente qualche cosa che può essere tagliato c’é ma è assurdo fare di tutta l’erba un fascio. Mi sembra qualche cosa di francamente assurdo”.

DI PIETRO: “MANOVRA INUTILE E DANNOSA”. “Inutile, dannosa, insufficiente perché non rilancia l’economia del Paese e a pagare è soprattutto la parte debole dell’Italia”. Lo ha affermato Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, oggi a Napoli per la raccolta di firme promossa dal suo partito per tre referendum. “Pagano indistintamente tutti coloro che hanno un reddito fisso, gli enti di cultura e di ricerca e soprattutto il Sud”. A causa dei tagli previsti ad amministrazioni ed enti locali, per Di Pietro, “non si avranno più nemmeno i soldi per portare bambini a scuola, per l’assistenza agli anziani”. Sui tagli agli enti di cultura e di ricerca, Di Pietro sottolinea la necessità di valutare caso per caso. “Mi pare una cosa giusta – ha spiegato – fare una verifica ente per ente, all’interno del Ministero della Cultura, considerando la storia personale di ognuno”. “Invece è stato stilato un elenco dal Ministero dell’Economia senza sapere neanche cosa rappresentino questi enti – ha concluso – E sono stati tagliati anche enti di ricerca in attivo che possono rappresentare il futuro dell’innovazione tecnologica e del lavoro”.

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