Italia

Fini: “Io far cadere governo? Chi lo pensa non ha capito niente”

Gianfranco FiniAREZZO. “Chi pensa che il gruppo di parlamentari che si riconosce attorno alle questioni che io pongo possa avere come obiettivo quello di far cadere il governo, di tendere imboscate, di rendere più difficile l’azione di governo, non ha capito assolutamente niente”.

Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, giovedì pomeriggio, a Castiglion Fiorentino, nel corso di un incontro con esponenti locali di Generazione Italia, rispondendo ad alcune domande sui prossimi impegni parlamentari della maggioranza di governo. Il presidente della Camera è nel paese aretino per prendere parte alla cerimonia d’inaugurazione della nuova sala consiliare del comune. Fini aveva poco prima precisato che “i deputati e i senatori che ritengono fondate alcune delle mie osservazioni hanno ben chiaro che il loro preciso dovere è quello di rispettare il programma che tutto il Pdl ha presentato al popolo italiano, perché a partire da me siamo stati eletti tutti sulla scorta di un programma e questo va rispettato”.

“RINGRAZIARE CHI METTE SALE NELLA MINESTRA”. “In un grande partito del 35% tutti coloro che hanno la volontà di porre delle questioni dalle quali muovere un dibattito, tutti coloro che cercano di mettere sale nella minestra, tutti quelli che dicono che è giusto fare così ma magari cercano di farlo meglio, vanno ringraziati, non vanno contestati. Io ho timore semmai del fatto che ci stia una palude in cui non si discute”, ha aggiunto Fini parlando del dibattito interno al Pdl. “Proprio perché credo in partito plurale che ha però dei valori di riferimento comuni – ha detto l’ex leader di An – tutto quello che anima il dibattito a mio modo di vedere é benvenuto. Il dibattito non deve nemmeno essere anarchia, questo va detto. Quando il presidente Berlusconi dice ‘discutiamo ma poi dobbiamo trovare un punto di caduta’ ha ragione. L’importante è farlo con rispetto nei confronti di chi magari è cosciente di portare nel dibattito posizioni minoritarie. Io penso sempre – ha concluso Fini – che tre-quattro-cinque teste pensino meglio di due”.

IMMIGRAZIONE. Nella lezione sul tema ‘Immigrazione e diritti di libertà nell’era della globalizzazione’ che hatenuto in mattinataalla Facoltà di giurisprudenza all’Università di Pisa, Fini è tornato sul tema della cittadinanza. “In Italia la legge sulla cittadinanza necessita, a mio avviso, di essere rivista per favorire pienamente un percorso di integrazione che, al di là di elementi solo formali, come il mero trascorrere di un certo periodo di tempo, testimoni la volontà concreta dell’immigrato di partecipare al destino comune che lega tutti i componenti della società politica di cui entra a fare parte”.

“JUS SOLI”. Il presidente dell’assemblea di Montecitorio ha ricordato come la legge numero 91 del 1992 ha il suo cardine nello ‘jus sanguinis’, integrato da residuali ipotesi di ‘jus soli’. Nella prospettiva di una revisione della legge sulla cittadinanza, pertanto, anche l’applicazione dello ‘jus soli’ al figlio di stranieri nato sul territorio nazionale e qui residente in modo stabile “non appare eccessiva”. E questo, ha sottolineato Fini, “se si considera che la ‘patria’ oggi non può più essere concepita solo come ‘terra dei padri’ ma come identità collegata ai valori di fondo che discendono dai precetti costituzionali e che si indirizzano ai non cittadini e ciò perchè la cittadinanza democratica si sforza di partire non da una nozione escludente, ma da un punto di apertura, da uno sforzo di integrazione”.

NUOVA LEGGE CITTADINANZA. Sui tempi per la nuova legge sulla cittadinanza Fini ha detto: “Dipende dal calendario dei lavori della Camera la possibilità di discutere a giugno la proposta di legge sulla cittadinanza. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenuto all’università di Pisa ad un incontro con gli studenti sul tema cittadinanza e immigrazione. A chi chiedeva se sarà possibile discutere le proposta di legge sulla cittadinanza nel mese di giugno, Fini ha risposto: “Dipende dai lavori”.

“RIFAREI LA BOSSI-FINI MA…”. Il presidente della Camera non dimentica di essere stato il cofirmatario della Bossi Fini. “Quella legge la rifarei uguale – dice – ma cambierei una cosa sola: sei mesi di tempo per ritrovare un lavoro oggi mi sembrano pochi; vista la congiuntura economica andrebbe previsto almeno un anno”. “Il principio ispiratore di quella legge -ha aggiunto Fini- per cui entra in Italia solo chi ha un lavoro lo ritengo ancora valido”. Il presidente dell’Assemblea di Montecitorio ha poi osservato: “nella legge che porta anche il mio nome c’è uno degli elementi più forti per battere l’infamia del lavoro nero; quella per la quale il datore di lavoro non fa il contratto al lavoratore straniero. Anche quello e’ lo spirito di quella legge: andiamo a vedere chi sono i lavoratori sfruttati e chi li sfrutta”.

“IMMIGRAZIONE NON E’ SOLO SICUREZZA”. Fini ha poi accennato anche alle sue diverse posizioni sul tema dell’immigrazione rispetto ad altri esponenti del Pdl: “Una cosa che contesto ad alcuni amici del centrodestra è che si fermano al tema della sicurezza. Questa a mio parere e’ la cosa più miope che si possa fare. Dobbiamo tenere insieme legalità e integrazione, legalità e solidarietà: sono le facce di una stessa medaglia. Solo così si garantisce la sicurezza e al tempo stesso anche l’integrazione”.

GENERAZIONE ITALIA: ON LINE IL COMITATO NAZIONALE. Intanto, è stato pubblicato on line, sul sito www.generazioneitalia.it, il Comitato nazionale di Generazione Italia, l’associazione interna al Pdl vicina alle posizioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ne fanno parte i deputati Giuseppe Angeli, Luca Barbareschi, Claudio Barbaro, Luca Bellotti, Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Antonio Buonfiglio, Benedetto Della Vedova, Aldo Di Biagio, Francesco Divella, Fabio Granata, Antonino Lo Presti, Roberto Menia, Silvano Moffa, Angela Napoli, Gianfranco Paglia, Carmine Patarino, Flavia Perina, Catia Polidori, Francesco Proietti Cosimi, Enzo Raisi, Giuseppe Scalia, Maria Grazia Siliquini, Mirko Tremaglia e Adolfo Urso; i Senatori Candido De Angelis, Egidio Digilio, Maria Ida Germontani, Giuseppe Menardi, Maurizio Saia e Giuseppe Valditara; gli Europarlamentari Cristiana Muscardini, Enzo Rivellini, Potito Salatto e Salvatore Tatarella.

Nominati anche i responsabiliregionali.In Abruzzo sarà il vicepresidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione. In Basilicata il senatore Egidio Digilio. In Calabria c’é la componente della Commissione Antimafia, l’onorevole Angela Napoli. In Campania l’europarlamentare Enzo Rivellini. In Emilia Romagna l’onorevole Enzo Raisi. Nel Lazio il sottosegretario alla Politiche agricole Antonio Buonfiglio. In Liguria l’ex parlamentare di Forza Italia Enrico Nan. In Lombardia c’é un team composto dal senatore Giuseppe Valditara, l’europarlamentare Cristiana Muscardini, l’Assessore del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna, l’onorevole Benedetto Della Vedova e l’ex deputato di An Alberto Arrighi. Nelle Marche c’é l’onorevole Claudio Barbaro. In Piemonte il tandem composto dal senatore Giuseppe Menardi e dall’onorevole Maria Grazia Siliquini. In Puglia l’onorevole Francesco Divella. In Sicilia il deputato Giuseppe Scalia. In Toscana Massimiliano Simoni, presidente della Fondazione “Festival Pucciniano”. In Umbria la deputata Catia Polidori e in Veneto il tandem composto dall’onorevole Luca Bellotti e dal capogruppo del Pdl in Commissione Bilancio al Senato Maurizio Saia.

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