Italia

Casini prevede “governo di salute pubblica”. E attacca Veltroni

Pier Ferdinando CasiniROMA. “Prima o poi credo che sarà inevitabile un governo di salute pubblica o di responsabilità nazionale”. Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, durante un’intervista a In Mezz’ora.

Nessuna maggioranza pro tempore, dice, “farà mai le riforme strutturali necessarie” perché “perderebbe i voti. Ma senza una fase di pacificazione politica per risolvere i problemi che sono sul tappeto rischiamo di cadere nel baratro”. Per Casini “c’é bisogno di una riconciliazione nazionale. Il bipolarismo dei litigi va messo in soffitta. O c’é una ricostruzione del tessuto nazionale oppure c’é la disgregazione dietro l’angolo”.

L’ex presidente della Camera, nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata, torna poi a parlare del nuovo partito che dovrebbe nascere a breve, ma sull’ingresso o meno di Luca Cordero Montezemolo non si sbilancia. “Se l’uomo della provvidenza c’é, meglio – osserva – altrimenti si va avanti comunque. Prendo atto che Montezemolo stia continuando a dire che non vuole entrare in politica. Non posso mica costringerlo…”. E’ chiaro che se un giorno “ci ripenserà – sottolinea – le porte sono aperte a tutti”. Comunque, assicura Casini, il nuovo partito non sarà “né un restyling dell’Udc”, né “un’adunata di generali senza esercito..”.

E critica le parole di Walter Veltroni che, da Cortona, durante l’assemblea di “Area Democratica”, ha messo in discussione la linea di Bersani sottolineando tra l’altro che laddove i centristi sono alleati con il Partito Democratico si perde.“E’ una tesi abbastanza singolare: se l’avesse espressa Berlusconi non sarei meravigliato. Che la esprima Veltroni mi lascia sbigottito”, dice Casini. “Quando la politica e le polemiche politiche – ha proseguito – finiscono per giustificare anche tesi che sono funzionali a tutti salvo a chi le pronuncia francamente penso che si debba rimanere sbigottiti. Un’affermazione così, che fa sempre Silvio Berlusconi, è quello che noi abbiamo contrastato presentandoci in modo autonomo e a volte in alleanza con il centrosinistra. Si vede – ha concluso Casini – che Veltroni è d’accordo con Berlusconi”. “Veltroni – aggiunge Casini – ha utilizzato una tesi autolesionista pur di contrastare Bersani. Se il Pd non vuole avere a che fare con noi, non posso che augurargli una ‘buona opposizione’ per i prossimi 30 anni. Credevo che Veltroni avesse fatto il Pd per scaricare Rifondazione comunista, e poi sento dire certe cose che potrebbero riavvicinare il partito a quell’area. Questa è la morte della politica”.

ROTONDI: “IL GOVERNO COMPLETERA’ LEGISLATURA”. “Governo di salute pubblica? E’ offensivo per gli elettori proporre un governo diverso da quello che loro hanno votato e confermato nella fiducia alle elezioni regionali: questo governo completerà la legislatura e realizzerà il programma di cui sono garante”. Così il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, commenta l’intervista di Casini.

VERINI (PD): “SIAMO SBIGOTTITI”. “Siamo noi ad essere sbigottiti dalla nervosa risposta di Casini che non è proprio il più indicato ad impartire lezioni a nessuno sui rapporti con Berlusconi, visto che per 14 anni è stato suo alleato e collega di maggioranza”. Walter Verini, della Direzione nazionalePd, replica così al leader dell’Udc. “Il Partito Democratico – aggiunge – è certamente interessato ad un’alleanza riformista per cambiare l’Italia e la domanda, semmai, va capovolta e rivolta proprio a Casini: è interessata l’Udc ad una alleanza riformista che cambi il Paese abbandonando definitivamente la teoria dei due forni?”. “Casini farebbe bene, secondo noi, a non esibire finti sbigottimenti mostrando più rispetto alle posizioni degli interlocutori politici”, conclude.

DI PIETRO: “CASINI VUOLE GOVERNARE SENZA CONSENSO POPOLARE”. “E’ il solito tentativo di un esponente della vecchia politica di arrivare a governare il Paese senza avere il consenso dei cittadini”. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro commenta così l’ipotesi avanzata da Casini di un governo di “salute pubblica” per l’Italia. “Ora c’é un governo che è stato liberamente eletto dai cittadini e che è pienamente operativo – prosegue Di Pietro – se funziona andrà avanti. Altrimenti si tornerà alle urne per dare sempre la parola agli elettori”.

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