Italia

Appalti, Berlusconi: “Nessuna indulgenza per chi ha sbagliato”

Silvio Berlusconi ROMA. “Nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato”. Silvio Berlusconi prende ufficialmente posizione sulle vicende che ruotano attorno alla cosiddetta “appaltopoli”, …

… il giro di favori e di cessioni di immobili che secondo l’inchiesta della Procura di Perugia era stato messo in piedi dall’imprenditore Anemone per ingraziarsi politici e alti funzionari e avere così una corsia preferenziale nell’assegnazione degli appalti per le grandi opere.

“È inaccettabile che l’elenco dei clienti di una azienda venga presentato dai giornali come una lista di colpevoli. – ha però precisato il Cavaliere – Se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi saranno i magistrati ad accertarlo. E in questa ipotesi ci sarà severità di giudizio e di decisione nei confronti di chi fa politica ed ha responsabilità pubbliche. Nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato. Ma, per favore, basta con queste assurde isterie, con queste liste di proscrizione che gettano aprioristicamente ed indiscriminatamente fango su persone innocenti”. Già in privato Berlusconi aveva espresso ai suoi collaboratori la volontà di non esporsi per coprire casi di corruzione nel governo. La dichiarazione diramata oggi ufficializza la linea del premier e del partito.

ALFANO E IL DDL ANTI-CORRUZIONE.Sulla vicenda era intervenuto anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “Abbiamo presentato un Ddl contro la corruzione che si fonda su l’inasprimento delle pene e un sistema di maggiore trasparenza dentro la pubblica amministrazione”. Il ministro ha parlato a Milano rispondendo ai giornalisti in relazione alla nuova ondata di corruzione. “Con una serie di interventi previsti nel ddl anticorruzione, fortemente voluto dal presidente Berlusconi – ha sottolineato Alfano – che prevede una serie di interventi che hanno l’obiettivo di eliminare quei lacci e quei lacciuoli che spesso rappresentano dei passaggi a livello per superare i quali si paga la tangente” e fare sì, ha concluso il ministro, che “una maggiore fluidità nel funzionamento degli enti locali possa assicurare al contempo maggiore trasparenza”. Per il ministro della giustizia la vicenda non indebolirà il governo.

I FINIANI.“Il quadro che si sta delineando sui rapporti tra pezzi della politica e dell’impresa affaristica fa emergere l’esistenza di una grave questione morale che non può essere affrontata con la autoreferenziale e scontata tesi del complotto dei giudici e delle liste di proscrizione. La maggioranza inasprisca e approvi il ddl anticorruzione e ascolti il grido d’allarme dei magistrati sulle intercettazioni, ampliando questo fondamentale strumento di indagine a tutta una serie di reati quasi sempre ‘spiàdi reati molto più gravi” ha sottolineato invece il finiano Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia, il quale aggiunge: “In una parola il Pdl dimostri senso dello Stato e sensibilità politica affrontando con rigore e lucidità i temi vitali del contrasto alla corruzione, alle mafie, al malaffare”.

L’OPPOSIZIONE. Completamente opposto l’atteggiamento dell’opposizione. Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, torna a chiedere “immediate dimissioni” di un governo e un Parlamento che “non hanno più credibilità”. “I giudici – ha detto Di Pietro a Milano – vadano avanti ma la politica deve prendere delle decisioni immediate. Con un governo e un Parlamento impegnati tutti i giorni a difendere se stessi da tutto quello che viene scoperto non si ha più credibilità. Per questo – ha concluso Di Pietro – noi chiediamo le immediate dimissioni di questo governo perchè una nuova classe dirigente possa andare alle Istituzioni”.

“Il governo è in mezzo a una palude. Stanno emergendo questioni di corruttele e illegalità, stanno emergendo tensioni all’interno della maggioranza. Abbiamo davanti una fase di forte instabilità” gli fa eco il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Youdem Tv. “Il Partito Democratico – sottolinea il segretario del Pd – deve avere uno scatto dal punto di vista dell’affermazione del profilo e delle proposte programmatiche. Deve avere la capacità di delineare un’alternativa”.

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