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Afghanistan, presi autori attentato in cui morì lo 007 italiano Colazzo

Pietro Antonio ColazzoKABUL. Al termine di un delicato lavoro di intelligence, il governo afghano ha annunciato a Kabul di avere catturato un gruppo di talebani, responsabile di alcuni dei più sanguinosi attentati degli ultimi mesi, compreso quello che il 26 febbraio scorso costò la vita allo 007 italiano Pietro Antonio Colazzo.

Considerato come un “duro colpo al terrorismo”, il successo dell’operazione è stato svelato a pochi giorni dallo svolgimento di una Jirga (Assemblea) consultiva di pace che, rinviata per due volte, ambisce ad offrire a partire dal prossimo 2 giugno una soluzione politica alla crisi afghana entrata ormai nel nono anno.

In una conferenza stampa sugli arresti di oggi, il portavoce del Dipartimento nazionale della sicurezza (Nsd), Sayed Ansari, ha precisato che si tratta di sette individui catturati in separate operazioni nei giorni scorsi e che erano agli “ordini del ‘governatore ombra’ talebano di Kabul, Daoud Shurkha“, forse nascosto in Pakistan. Prima di poter essere messo a disposizione della giustizia, ha proseguito Ansari, il gruppo “si è reso protagonista di ben otto operazioni cruente che hanno avuto un bilancio di 37 morti e decine di feriti”. Fra di esse quella che con l’ausilio di autobomba e kamikaze é costata la vita martedì scorso a Kabul a 18 persone, fra cui cinque militari statunitensi ed uno canadese. Dopo aver precisato che fra gli arrestati vi è anche un insegnante, il portavoce del Nsd ha spiegato che “tutti sono stati addestrati dall’altro lato della frontiera (in Pakistan, ndr), per cui è chiaro che i servizi di informazione del nostro paese vicino hanno un ruolo nell’addestramento ed il sostegno di questo gruppo terroristico”.

Pronta la reazione da Islamabad del portavoce del ministero degli Esteri, Abdul Basit, che ha definito le considerazioni di Ansari sul coinvolgimento pachistano “prive del sia pur minimo fondamento”.

Nell’attacco del 26 febbraio scorso contro un albergo e due guest-house nel centro di Kabul, i talebani hanno ucciso 16 persone, fra cui sei indiani, un registra francese e Colazzo, che formalmente aveva l’incarico di consigliere della locale ambasciata d’Italia, ma che in pratica si occupava di intelligence. In precedenza i servizi di informazione afghani avevano addossato la responsabilità del blitz ad elementi del gruppo clandestino talebano Lashkar-e-Taiba, attivo in territorio pakistano, e considerato anche responsabile dell’attentato del novembre 2008 a Mumbai, in India, in cui morirono 170 persone.

L’arresto dei sette talebani, notano gli analisti a Kabul, è mostrato come prova dell’efficacia del governo nella lotta al terrorismo che ha ripreso slancio nelle ultime settimane su tutto il territorio nazionale – con gli ordigni artigianali che continuano a mietere vittime tra le truppe Isaf, oggi l’ultimo nel sud – e che sembra in grado di compromettere anche il risultato della Jirga di pace della prossima settimana. A riprova di ciò, l’uccisione durante il fine settimana di Horal Mohammad Zabel, autorevole membro del consiglio degli anziani della provincia di Faryab e fervente anti-talebano, ucciso in un attacco armato vicino casa, proprio pochi giorni prima di recarsi nella capitale per partecipare all’Assemblea di pace.

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