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Champions, l’Inter festeggia con i tifosi: 50mila a San Siro

 Una lunga e bellissima notte, davanti a 50mila tifosi in estasi,quella conclusa a San Siro dai calciatori dell’Inter, vincitrice della Champions, la prima dopo 45 anni.

Si chiude all’alba la grande festa, iniziata al triplice fischio dell’arbitro Webb, con Zanetti che alza la Coppa dalle grandi orecchie al Santiago Bernabeu per il delirio dei 22mila tifosi volati in Spagna e una Milano completamente impazzita di gioia a sciamare per le strade dopo avere invaso piazza Duomo, sin dal pomeriggio di sabato, con una marea colorata, chiassosa e festante. Marea che, a partire dalle 2, si è riversata sullo stadio Meazza mentre un drappello, nutrito e corposo, si era spinto, già dalla mezzanotte, fino a Malpensa per onorare gli eroi al loro arrivo da Madrid.

Decollato dall’aeroporto di Barajas, l’aereo interista è atterrato allo scalo varesino alle 5: capitan Zanetti, sceso per primo dalla scaletta anteriore, ha mostrato la Coppa dei Campioni a fotografi e telecamere, seguito da tutto il resto della squadra e dello staff. Nell’ultimo passaggio di una notte leggendaria, i giocatori nerazzurri si sono diretti allo stadio Meazza, dove sono stati accolti da circa 50mila tifosi festanti, fuochi d’artificio e cori. In un tripudio di fumogeni e striscioni, la squadra – in un lungo giro di campo – ha presentato ai tifosi rimasti in Italia la Coppa dei Campioni, ricevendo applausi a scena aperta. Tra i giocatori più coccolati Milito, con indosso la maglia di Zanetti e lo stesso capitano che, rivolgendosi ai tifosi, ha ricordato come la squadra si sia meritata la vittoria finale, cercata con convinzione ma “non senza difficoltà, già dopo il successo negli ottavi di finale contro il Chelsea”.

Poco prima dell’ingresso in campo, alla notizia che alcuni calciatori non sarebbero giunti a San Siro perché già in volo per raggiungere le rispettive nazionali attese al Mondiale in Sudafrica, i tifosi nerazzurri hanno subissato di fischi le parole dello speaker. Giusto qualche secondo, per poi tornare a celebrare la vittoria di Madrid: una trentina di minuti, mentre il sole compare all’orizzonte, prima dei saluti finali e il “rompete le righe” al termine di una nottata che nessuno, in casa Inter, potrà mai dimenticare.

Assenti il presidente Massimo Moratti – rimasto a Madrid con l’amico e sponsor Marco Tronchetti Provera – e l’allenatore Josè Mourinho. Anche lui è rimasto in Spagna dopo l’addio annunciato in tarda serata. “Mi fa sentire una grandissima tristezza, – ha detto il tecnico portoghese – ma ora devo essere più freddo possibile, qui la storia è fatta, l’Inter non sarà più quella di prima. La percentuale di un addio è superiore a quella di restare”.

Mourinho ha spiegato di non avere ancora intavolato trattative con il Real Madrid, annunciando colloqui per lunedì. Secondo la stampa inglese e spagnola avrebbe raggiunto un accordo con il Real già venerdì, alla vigilia della finale. Il sito del quotidiano spagnolo Marca scrive che il progetto madridista dello Special One sta cominciando a muovere i primi passi e che manca soltanto la firma per celebrare il matrimonio tra il Real e il portoghese. Firma che, secondo Marca, dovrebbe arrivare tra martedì e mercoledì su un quadriennale da 10 milioni a stagione. Venerdì potrebbe essere il giorno della presentazione alla stampa. Il quotidiano spiega che il Real è già informato sulla sede scelta da Mourinho per il ritiro pre-campionato e sulle sue scelte di mercato per costruire il suo Real.

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