Esteri

Thailandia, esercito spara sulla folla: morti e feriti

 BANGKOK. E’ ormai scontro aperto a Bangkok, tra i militari e i manifestanti antigovernativi, la «camicie rosse» dell’ex premier deposto Thaksin Shinawatra, oggi in esilio, che chiedono le dimissioni dell’attuale premier Abhisit Vejjajiva e nuove elezioni.

L’esercito thailandese è avanzato contro il blocco organizzato dalle camicie rosse nei pressi del bazar di Suan Lum. Nello scontro a fuoco tra manifestanti ed esercito ci sono stati almeno 7 morti, oltre a un centinaio feriti. “Almeno 2.000 manifestanti al bazar di Suan Lum hanno cercato di intimidire le autorità con le armi, e i responsabili della sicurezza hanno chiesto siano dispersi”, ha riferito il colonnello Sunsern Kaewkumnerd. Nella notte, i dimostranti si erano raccolti all’esterno del mercato notturno di Suan Lum per impedire ai soldati di avanzare verso il presidio delle camicie rosse.

I dimostranti antigovernativi nei pressi del mercato di Bangkok hanno catturato e distrutto due automezzi militari, e incendiato un bus per impedire l’avanzata dei soldati. Lo riferisce il Bangkok Post. In precedenza, violenti scontri erano scoppiati anche nei pressi del Thai Belgian bridge, a poca distanza dal mercato.

Nell’area sono state udite esplosioni e colpi di arma da fuoco quando i dimostranti hanno attaccato con sassi ed altri oggetti i soldati che sorvegliavano la zona. Nei primi scontri c’è subito stata una vittima, di cui non si conosce il nome. La seconda persona rimasta uccisa si chiamava In-tang Tatewong, 33 anni, precisa il quotidiano locale The Nation citando fonti dell’ospedale Kluay Nam Thai della capitale. Il giovane sarebbe stato colpito nei pressi dello stadio di boxe, a pochi metri dal bazar di Suan Lum. Successivamente sempre fonti dello stesso ospedale hanno detto che c’è stata una terza e una quarta vittima. Un’altra persona sarebbe deceduta invece a seguito di una sparatoria scoppiata 500 metri a nord dell’accampamento dei manifestanti.

Un giornalista canadese dell’emittente France 24 che seguiva le proteste di Bangkok è stato invece colpito ad una gamba. I testimoni hanno aggiunto che il giornalista, la cui identità non è nota, si trovava tra i militari e i manifestanti quando è stato colpito. Aveva una videocamera e del sangue è stato visto fuoriuscire quando è stato trascinato via dai dimostranti.

Nella giornata di giovedì era stata tolta acqua e luce alla zona dove sono accampati i manifestanti antigovernativi: “La chiusura totale è stata applicata da giovedì sera. – ha detto il portavoce dell’esercito, il colonnello Sunsern Kaewkumnerd – I responsabili della rete elettrica della città hanno tagliato l’elettricità intorno all’intersezione di Ratchaprasong la scorsa notte”. Da cinque settimane le camicie rosse hanno occupato una vasta area nel centro di Bangkok, vicino al quartiere finanziario, e si sono trincerate con barricate di bambù, copertoni e filo spinato. L’esercito ha più volte intimato loro di togliere il presidio e recentemente aveva minacciato di chiudere gli accessi e tagliare acqua e luce. Fra governo e opposizione era stato raggiunto un accordo per nuove elezioni il 14 novembre, ma è saltato dopo che i rossi hanno chiesto l’incriminazione del numero 2 del governo per la repressione con morti delle loro manifestazioni.

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